Processo Stefano Cucchi, per il pm Musarò “proseguono gli inquinamenti delle prove”

Stefano Cucchi, deceduto nel 2009 dopo le percosse di alcuni carabinieri
 “Ancora oggi, nel 2020, nel reparto operativo dei Carabinieri c’è qualcuno che passa gli atti a qualche imputato. Siamo stati stanchi di questi inquinamenti probatori che vanno avanti da 11 anni”. E’ quanto affermato oggi in aula dal pm Giovanni Musarò, in base a quanto si apprende, nel processo che si svolge a porte chiuse e che vede imputati otto militari dell’Arma accusati di avere depistato le indagini sul caso di Stefano Cucchi. Il riferimento è ad alcuni documenti depositati la scorsa udienza dal difensore di uno degli imputati e che non erano stati richiesti formalmente. “Il pm Giovanni Musaró si alza e denuncia depistaggi in atto e documenti in possesso all’imputato Testarmata che non poteva avere. ‘C’è un Giuda, dice il pm, un cavallo di Troia che speriamo di identificare che fornisce atti e documenti per una verità parziale e fuorviante”. Lo afferma in un post su Facebook, l’avvocato Fabio Anselmo, difensore della famiglia Cucchi in relazione a quanto affermato oggi in una dal rappresentate della Procura nell’ambito del processo a carico di 8 militari dell’Arma”. “Come dire – conclude il post – non abbiamo finito e non finiremo mai di subire interferenze illecite”.