Il caso Regeni approda a Bruxelles: l’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell riferirà lunedì

Il ricercatore italiano Giulio Regeni ucciso in Egitto nel 2016
Il caso Regeni approda a Bruxelles. l’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, nel corso del Consiglio affari esteri di lunedì, “riferirà sul tragico caso del ricercatore italiano Giulio Regeni alla luce della decisione delle autorità egiziane di chiudere le indagini per omicidio”. All’intervento di Borrell seguirà una discussione “più generale sulle relazioni dell’Unione Europea con l’Egitto”. L’omicidio di Giulio Regeni venne commesso in Egitto tra gennaio e febbraio 2016. I documenti di Giulio Regeni rinvenuti dalla polizia egiziana il 24 marzo 2016
Regeni era un dottorando italiano dell’Università di Cambridge rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e ritrovato senza vita il 3 febbraio successivo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti egiziani. Il corpo presentava evidenti segni di tortura, al punto che la madre lo riconobbe «dalla punta del naso» e disse di aver visto nel volto martoriato del figlio «tutto il male del mondo». In particolare nella pelle erano state incise, con oggetti affilati, alcune lettere dell’alfabeto, e tale pratica di tortura era stata ampiamente documentata come tratto distintivo della polizia egiziana; queste evidenze hanno messo subito sotto accusa il regime di al-Sisi.
L’uccisione di Giulio Regeni ha dato vita in tutto il mondo, e soprattutto in Italia, a un acceso dibattito politico sul coinvolgimento nella vicenda e nei depistaggi successivi, attraverso uno dei suoi servizi di sicurezza, dello stesso governo egiziano. Tali sospetti hanno costituito motivo di forti tensioni diplomatiche con l’Egitto. Secondo il Parlamento europeo, l’omicidio di Giulio Regeni non è un evento isolato, ma si colloca in un contesto di torture, morti in carcere e sparizioni forzate avvenute in tutto l’Egitto negli ultimi anni.