lunedì, Aprile 15, 2024

Siria, appello dell’Unicef per la fine delle ostinalità nel martoriato Paese

Mentre il conflitto in Siria entra nel decimo anno l’Unicef ricorda che “la guerra nel paese ha lasciato le vite e il futuro di una generazione di bambini appesi a un filo. La situazione per molti bambini e le loro famiglie rimane precaria: circa il 90% dei bambini ha bisogno di assistenza umanitaria, con un incremento del 20% rispetto allo scorso anno”. Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia sottolinea il “terribile impatto” della guerra in Siria sui bambini e le loro famiglie: fra il 2011 e il 2020 “circa 12.000 bambini sono stati uccisi o feriti; più di 5.700 bambini – alcuni anche di 7 anni – sono stati reclutati nei combattimenti; più di 1.300 strutture sanitarie e scolastiche e relativo personale sono stati attaccati”.
Dopo aver sottolineato che nell’ultimo anno, il prezzo medio del paniere alimentare è aumentato del 230%, l’Unicef ricorda che “i numeri segnalati di bambini che presentano sintomi di stress fisico sono raddoppiati nel 2020 a causa della continua esposizione a violenza, shock e traumi che hanno avuto un significativo impatto sulla salute mentale dei bambini, con conseguenze di breve e lungo periodo. Oltre mezzo milione di bambini sotto i 5 anni in Siria soffrono di ritardi nello sviluppo a causa della malnutrizione cronica. Circa 2,45 milioni di bambini in Siria e altri 750.000 bambini siriani nei paesi vicini non vanno a scuola, il 40% sono ragazze e/o bambine”. “Questo non può essere solo un altro triste anniversario, messo in secondo piano dalla comunità internazionale, mentre i bambini e le famiglie in Siria continuano a lottare”, afferma il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore. “I bisogni umanitari non possono aspettare. La comunità internazionale dovrebbe fare ogni sforzo per portare la pace in Siria e sollecitare sostegno per i bambini”.
Redazione
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