Metro C: imminente il blocco dei lavori per un credito di 700 milioni di euro per lavori già eseguiti e mai pagati

Il cantiere della Metro C a Roma
Il problema di oggi: Metro C vanta un credito di circa 700 milioni di Euro per  lavori già eseguiti e interessi sui lavori già effettuati, e mai pagati, che ammontano a 22 milioni.. I soldi ci sono, ma parte di alcune fatture non viene pagata da più di un anno per motivi allo stato attuale ignoti. Nessuno si è degnato di spiegarci perlomeno l’origine di questo grottesco corto circuito. Comunque se vi state chiedendo cosa sia stato fatto per sbloccare la situazione in queste settimane la risposta è semplice: assolutamente nulla; Il silenzio delle istituzioni e delle imprese non lascia adito a dubbi: nessuno ha mosso un dito o sembra avere intenzione di farlo. Siamo sconcertati  di fronte al disinteresse disarmante mostrato verso la capitale e verso una delle opere infrastrutturali più importanti del paese; Ma soprattutto siamo allarmati dall’inevitabile aggravamento della situazione che genera la mancanza di una risoluzione veloce della questione. Chissà Metro C quante riserve ha già iscritto in merito!! E più tempo passa più si alimenta questo teatrino.
Il nostro timore è che oggi ci troviamo di nuovo al punto di partenza. L’eterno ritorno del contenzioso, ormai intrinseco al contratto, che ciclicamente porta a un atto conciliativo che finisce per facilitare, invece che arginare, il perpetrasi di questi accadimenti.
Non è tollerabile che si prosegua, ancora una volta, su questa strada. E’ paradossale che qualora esistano da una parte o dall’altra delle gravi inadempienze contrattuali non si proceda di conseguenza.
E’ fuor di dubbio che sia disonesto e privo di buon senso, quale che sia il motivo, ritardare i pagamenti anche di un anno. Ma allora, se Metro C pensa di avere qualcosa per cui rivalersi sul committente prenda i libri contabili e li porti in tribunale. Basta con la ridicola scusa del “puro spirito di collaborazione” per cavalcare invece la nitida consapevolezza di quanto sia forte l’arma della sospensione dei lavori.
Proprio per questo, però, è altrettanto ridicolo che dall’altra parte si continui a richiamare la necessità di alterare il meno possibile l’andamento dei lavori o addirittura il bene di Roma per giustificare i generosi regali elargiti alle imprese fino ad oggi.