Il principe Ruspoli dovrà potare i suoi alberi. Il Tar boccia il suo ricorso contro il Comune

E’ Clemente Pistilli a firmare il servizio apparso sulla Repubblica in merito al contenzioso giudiziario tra il principe Sforza Ruspoli e il Comune di Cerveteri. Ha dato battaglia per cinque anni, con tanto di ricorso alla magistratura amministrativa, ma alla fine anche il principe sembra si sia dovuto rassegnare e dunque pagare le potature degli alberi nelle sue proprietà. Il Tar del Lazio, respingendo il ricorso del nobile, politico, banchiere e ambasciatore del Sovrano militare ordine di Malta, ha avallato l’ordinanza emessa nell’ottobre scorso dal Comune di Cerveteri. Lillio, figlio dell’ottavo principe della città etrusca, da sempre vicino all’estrema destra ed eletto nel 1989 consigliere capitolino, si è visto ordinare dal sindaco Alessio Pascucci, esponente di Italia in Comune, la manutenzione degli alberi. Un provvedimento firmato dal primo cittadino dopo che da cinque anni il Comune sta cercando invano di far compiere al principe, che nel 2017 si candidò anche a sindaco di Cerveteri con la civica “Nessun dorma”, sostenuta dal Fronte Nazionale, le potature degli alberi nelle sue proprietà, nell’azienda agricola forestale “La Speranza Terzo Millennio” e nella “Novantadue Duemiladodici”. La polizia locale ha infatti accertato che su via Zambra cadono rami, un pericolo per i pedoni e per gli automobilisti, oltre che per le linee elettriche e telefoniche. Ma niente. Sforza Ruspoli non ha voluto sentire ragioni e ha pure impugnato l’ordinanza, sostenendo che non vi fosse alcun elemento di eccezionalità e urgenza per giustificare quel provvedimento. Il Tar però ha respinto il ricorso e ora la manutenzione agli alberi dovrà essere fatta. I giudici sono stati categorici: il nobile dovrà provvedere alla potatura dei rami sporgenti sulla carreggiata, “facendosi assistere in ogni caso di tecnici di fiducia specializzati, ed evitando tagli di capitozzatura e sbancamenti di pregiudizio per le piante”.