Terremoto alla Pisana: ‘concorsopoli’, si è dimesso il Presidente del Consiglio Regionale Buschini

di Alberto Sava
Il presidente del consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini si è dimesso. La scelta era maturata martedì scorso nel corso di una riunione alla quale hanno preso parte alcuni esponenti del Pd laziale. Alla base della decisione gli sviluppi della vicenda “concorsopoli”, come è stato ribattezzato il caso legato alle assunzioni da parte della Regione Lazio attingendo alla graduatoria del Comune di Allumiere. “Non vivo questa scelta come una resa, né come una azione dettata dalla pressione delle polemiche di questi giorni, ma come un atto di amore verso questa istituzione, per aiutare a fare chiarezza e garantire prestigio al nostro consiglio ed al nostro lavoro. Sono certo che apprezzerete questo gesto, che ritengo giusto per chi rappresenta e vive le Istituzioni”, scrive Buschini in una lettera ai consiglieri regionali. “Negli ultimi giorni si è discusso, soprattutto sugli organi di informazione, delle deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale in materia di personale, che ha portato all’assunzione di nuovi dipendenti nel nostro ente, attraverso lo scorrimento di graduatorie provenienti da concorsi svolti dai comuni. Una procedura che ha rispettato nel suo percorso le norme nella loro interezza”, si legge nella missiva. “Pur tuttavia – aggiunge Buschini – ho ritenuto di proporre alla Conferenza dei Capigruppo l’istituzione di una ‘Commissione Trasparenza’, presieduta da un esponente dell’opposizione, che duri fino alla fine della legislatura e che possa affrontare tutti i temi rispetto ai quali ci sia necessità di approfondimento, a partire dalle assunzioni dei dipendenti. Dopo il percorso di aula, che spero sia molto contenuto nella tempistica, sarà compito del Presidente del Consiglio Regionale, seguendo le indicazioni dei Gruppi Consiliari, nominare i membri della commissione con proprio decreto. Ritengo, a garanzia di totale imparzialità e trasparenza, che a decretare questa commissione ci sia un altro Presidente”. Alla fine del 2020 il concorso del comune collinare, praticamente l’unico nel Lazio ad essere riuscito a terminare le prove prima del blocco dovuto al Covid, ha consentito l’assunzione a tempo indeterminato in regione e in diversi comuni che ne hanno fatto richiesta di diverse decine di partecipanti che pur non avendo vinto il concorso sono risultati idonei e sono dunque stati inseriti nella graduatoria, che secondo le norme sarà valida per i prossimi 3 anni. Il caso è nato perché tra gli idonei che stati chiamati dalla Regione Lazio figurano alcuni membri dello staff della presidenza e dei consiglieri regionali. Una vicenda che avrebbe creato tensioni e malumori alla Pisana e in via Cristoforo Colombo. La modalità di queste assunzioni, seppur formalmente legali e legittime, è subito diventata un caso politico che sarebbe, appunto, all’origine delle dimissioni del presidente Buschini e dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. La storia che vede i cittadini di allumiere al centro di un terremoto che ha varcato i confini collinari del nostro territorio, del Lazio per diventare una vicenda, per certi versi, di livello nazionale è iniziata alla fine dello scorso marzo. Alla fine di marzo due quotidiani, con due diversi articoli, scoperchiarono una prassi che risulterebbe abbastanza radicata riguardo la gestione del personale politico e degli “uomini d’area” nella politica romana. Di seguito tutta la storia nella ricostruzione di Romatoday. Nel giro di 15 giorni, a cavallo delle festività natalizie, grazie a un concorso di pertinenza del comune di Allumiere vengono “assunti a tempo indeterminato in Regione Lazio” e in altri enti pubblici alcuni “membri dello staff e dei consiglieri regionali”. Fra loro “il presidente della commissione trasparenza del Campidoglio”, Marco Palumbo che diventerà dipendente a posto fisso del comune di Guidonia. La modalità di queste assunzioni, seppur formalmente e totalmente legali ed effettuate “in punta di diritto amministrativo”, rappresenterebbe una malpratica e una vicenda su cui è pronta ad aprirsi un’indagine della commissione di controllo contabile regionale, nell’attesa che la Procura di Civitavecchia e la Corte dei Conti facciano le loro valutazioni. La procedura risulterebbe la seguente: la Regione Lazio bandisce un concorso per 16 funzionari di categoria C e “la normativa”, scriveva il 25 marzo Vincenzo Bisbiglia sul Fatto Quotidiano, “consente di pescare dall’ultima procedura conclusa da altri enti pubblici ricadenti nel proprio territorio”. L’ultimo concorso utile da cui selezionare gli idonei era quello, appunto, del comune di Allumiere, il sindaco del quale lavora fra l’altro in comando in Regione Lazio da anni. In questo concorso si erano piazzati come idonei “due collaboratori di Mauro Buschini, presidente del Consiglio Regionale: Matteo Marconi, segretario del Pd di Trevignano Romano, Arianna Bellia, assessore PD di San Cesareo; Augusta Morini, consigliere e assessore Pd di Labico, Paco Fracassa, segretario Pd di Allumiere, un componente del circolo Pd di Frosinone (città di Buschini) e tre militanti dem (Allumiere, Civitavecchia, Roma). Con loro anche un collaboratore di Giuseppe Cangemi, vicepresidente d’Aula in quota Lega”. Costoro saranno assunti in regione grazie allo schema di intesa fra Pisana e Allumiere firmato il 18 dicembre. Vi è poi Marco Palumbo fra i chiamati, ma il consigliere comunale dem avrebbe rifiutato il posto in regione. Sarebbe stato poi assunto a Guidonia in virtù dell’accordo fra le due amministrazioni datato 28 dicembre. In totale, le assunzioni evidenziate in diversi enti pubblici del territorio regionale sarebbero in cifra di 24. Il 27 marzo su Repubblica Lorenzo d’Albergo riporta l’imbarazzo dei democratici in regione. Matteo Orfini, deputato PD e già commissario democratico della capitale dichiara: “E’ sconcertante, è necessario fare chiarezza subito e senza timidezze”. Zingaretti avrebbe commentato, sconfortato: “Non posso caricarmi sulle spalle il mondo”. Secondo ancora Repubblica che torna sul tema il 28 marzo, “le nomine sono state formalizzate con il placet del presidente del Consiglio Mauro Buschini e dei suoi due vice, il grillino Devid Porrello e il leghista Giuseppe Cangemi. Con loro anche tre consiglieri: Daniele Giannini, in quota Carroccio, Gianluca Quadrana eletto tra le fila della Lista civica Zingaretti e Michela Di Biase, ex capogruppo capitolina del PD e moglie di Dario Franceschini”; ulteriori notizie vedrebbero un altro paio di assunzioni, “due avvocate gemelle” assunte dalle graduatorie di Allumiere e incardinate nel comune Tivoli: “La prima si è candidata a Civitavecchia con una lista civica legata al Pd e le due sono sorelle di un ex consigliere 5S della stessa cittadina”, continua Repubblica, che il 30 marzo rincalza: anche la commissione giudicatrice del concorso di Allumiere poteva essere meglio assemblata, se è vero che era composta da “un dirigente a tempo determinato di allumiere, un secondo con un incarico fiduciario a Frascati e un terzo già all’opera a Tivoli”, tutti e tre “soggetti alla fiducia dei rispettivi sindaci”. Non stupirebbe allora che uno dei tre commissari lavori per “due dei comuni che hanno attinto alla graduatoria di Allumiere”. Il 29 marzo, intanto, Fratelli d’Italia aveva chiesto con una nota diffusa alle agenzie di stampa “le immediate dimissioni dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio” Il 4 aprile parla Ignazio Marino, dalle colonne sempre di Repubblica Roma: “Queste assunzioni mi rattristano ma non mi sorprendono. Tranne rare eccezioni, la classe politica coinvolta non si è mai distinta per rigore nelle nomine: il criterio della fedeltà a una corrente o al politico di turno prevale su quello del merito”. Il Fatto Quotidiano era tornato sull’argomento il 1 aprile sottolineando che una commissione di inchiesta regionale, richiesta dai consiglieri di Fratelli d’Italia con diverse note finite sulle agenzie di stampa, potrebbe agire per fare luce “sul fatto che il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini sia il vice capo segreteria di Buschini; inoltre, la coincidenza che la lista idonei fosse composta da persone che già lavoravano in Regione come collaboratori politici”. Ulteriori notizie arrivano sempre il 4 aprile sempre sul Fatto Quotidiano, in cui si dà conto delle prime notizie raccolte appunto dagli uomini di Fdi: ci sarebbe anche da discutere sul concorso “che il 25 febbraio 2021 ha sancito l’inquadramento a tempo pieno e indeterminato di 14 esperti statistici” sui 20 posti in palio “per il potenziamento dei centri per l’impiego e le politiche attive del lavoro”. Nell’elenco dei vincitori c’è anche Andrea Alemanni, presidente del Pd del Lazio. Lui, laureato in Statistica e interrogato dal giornale, puntualizza: “Il mio caso non c’entra con quello di Allumiere. E’ stato un concorso regolare, ho studiato due anni con molti sacrifici e ho superato prove difficilissime. Sono inoltre ampiamente qualificato”. Ma spunta anche il caso dell’assunzione di Andrea Pacella, “ex tesoriere dei Giovani Democratici e collaboratore, fino a gennaio scorso, dell’ex ministro dei Trasporti Paola De Micheli”. Il 24 marzo Pacella è stato nominato nuovo responsabile della segreteria politica di Nicola Zingaretti”.