Gran bagarre in Consiglio a Ladispoli sulla costa. In collina commissione d’inchiesta ad Allumiere

di Alberto Sava
Da qualche giorno la storia delle assunzioni in chiaro scuro alla Regione Lazio, nota ai più come ‘concorsopoli’ e che alla Pisana vede convolti PD, M5S e Lega, dopo aver provocato le dimissioni del presidente del consiglio regionale Mauro Buschini continua a creare i polemiche sul litorale nord, per i riflessi che riguardano direttamente i Comuni di Allumiere e Ladispoli, dove in entrambe i comuni, sia pure con motivazioni diverse, sono le opposizioni che ad alzare la voce lanciando accuse, ma anche facendo proposte. La settimana di tensioni si è chiusa ad Allumiere con una proposta avanzata dai quattro consiglieri di opposizione, i quali hanno chiesto al consiglio comunale una commissione di indagine sui fatti seguiti al concorso, che si svolto in tutta legittimità e legalità. La proposta è stata presentata dai consiglieri di minoranza Simone Ceccarelli, Giovanni Sgamma, Alessio Sgriscia e Roberto Taranta e l’assise ha votato a favore. Dal comunale collinare al municipio sulla costa. Gran bagarre in aula consiliare a Ladispoli dove si è parlato della ‘concorsopoli’ di Allumiere con la maggioranza e il sindaco Alessandro Grando al centro di un fuoco di fila d interrogativi delle opposizioni, le quali hanno ricevuto risposte in cui si è sempre riaffermata la legittimità della procedura seguita dall’Amministrazione cittadina. Nel corso dei vari interventi nell’aula Cerevolo, il capogruppo Raffaele Cavaliere e il commissario FdI Giovanni Ardita hanno preso le distanze dalla vicenda. Quest’ultimo in particolare ha evidenziato come ‘concorsopoli’ abbia gettato ombre sui dipendenti comunali che invece hanno sempre lavorato correttamente. Poi è stata la volta di una domanda posta dal consigliere Trani al sindaco Grando su una delle tre assunzioni avvenuta attingendo dalla graduatoria del concorso svolto ad Allumiere. Ecco la risposta del Sindaco: “il dipendente in questione ha partecipato ed ha superato la prova, altri articoli 90 no. Il fatto poi che il dipendente di cui parliamo sia stata mandataria delle mie elezioni ma costituisce un problema. Infine è intervenuto il consigliere grillino Francesco Forte, il quale ha fatto alcune considerazioni alle quali ha replicato, con parole che sembravano legittimare la linea della maggioranza, la presidente consiglio Caredda. Intervento subito stigmatizzato dal consigliere Forte, che ha espresso perplessità per il ruolo super partes che un presidente del consiglio deve avere in aula. Sicuramente sarebbe stato istituzionalmente corretto che la chiusura del dibattito sull’argomento del giorno fosse stata ad appannaggio del sindaco Alessandro Grando.