Terzo Settore a Cerveteri, profondo rosso

Intervista: il consigliere Alessandro Gnazi (PD) approfondisce i dossier sul tappeto. Dai ritardi come comune capofila del distretto sociale allo sfratto ai volontari dell’Assovoce, dalle promosse mancate all’Avis all’affossamento della Pro-Loco.

di Alberto Sava
I consiglieri comunali civici Alessandro Gnazi e Vincenzo Mancini, dopo l’ingresso recente nel PD, hanno costituito il proprio gruppo al Granarone, ed il Partito Democratico da pochi mesi è entrato nei ranghi della maggioranza guidata dal sindaco Alessio Pascucci (Italia in Comune). Il dem Alessandro Gnazi in verità è già stato segretario del circolo PD ceretano, fino alla scelta di lasciare il partito per creare una lista civica con cui nel 2017 aderì al progetto elettorale, che quell’anno vedeva Pascucci n corsa per la riconferma a sindaco. Oggi incontriamo il consigliere Alessandro Gnazi per approfondire le ragioni del ‘saldo in rosso’ nel terzo settore dell’amministrazione comunale. Recentemente Ganzi ha ricevuto la delega al Personale, incarico assunto in questa fase di emergenza sanitaria ed economica generale, con tanti giovani ceretani che bussano alla porta del comune in cerca di una prima occupazione. Inoltre su questa delega grava il pesante sottorganico, generato dall’esodo dei dipendenti andati in pensione e mai rimpiazzati, dalla mancata digitalizzazione, e dai ritardi accumulati dalla maggioranza nelle voci relative all’ammodernamento funzionale della macchina amministrativa. L’attualità di questi ore vede in primo piano il caso dello sfratto ai volontari dell’Assovoce, una brutta storia nata male e finora gestita malissimo. L’associazione Assovoce è l’unico presidio di soccorso sanitario volontario nei confini comunali, ed è inquadrabile nel terzo settore, quello sociale, che vede l’amministrazione ceretana in serie difficoltà. Dalla questione dei danni per i ritardi in veste di comune capofila del distretto sociale, di competenza dell’assessorato ai Servizi Sociali, alle promesse non mantenute all’Avis, efficiente ‘banca del sangue’ ceretana, dall’affossamento della Pro Loco allo sfratto all’Assovoce. Partendo da quest’ultimo punto, oggi con Alessandro Gnazi approfondiamo le ragioni alla base del ‘malessere sociale’ a piazza Risorgimento.
Questione Assovoce, consigliere Gnazi cosa succede?
“Non si può negare che l’Assovoce rappresenta una delle organizzazioni di volontariato più importanti del nostro territorio. È stato anche per questo se nel 2013 la scorsa amministrazione, sempre con il Sindaco Pascucci, ha deciso di valorizzarla tramite una convenzione che ha permesso di formalizzare una collaborazione con il Comune, a fronte della quale è stato concesso, proprio all’Assovoce, l’utilizzo di uno spazio pubblico in comodato d’uso gratuito. Questa convenzione, peraltro in passato già prorogata, naturalmente non poteva essere a tempo indeterminato e quindi, sotto il profilo formale, era chiaro che, prima o poi, il Comune avrebbe dovuto recuperare i propri locali che, dobbiamo ricordare, sono pubblici. Detto questo, credo che questo passaggio poteva essere gestito meglio, perché comunque l’Assovoce svolge delle attività importanti a beneficio della collettività e si deve evitare che queste siano messe a rischio. Auspico che una soluzione si troverà”.
Il terzo settore è sempre stato una priorità per il Pd, dal piano nazionale a tutti i livelli territoriali. Come spiega le difficoltà della maggioranza ceretana?
“Si assolutamente. Il mondo del terzo settore ha dimostrato tutto il suo valore soprattutto in questo periodo di pandemia in termini di presenza ed aiuto concreto a chi era più in difficolta. Ed è anche per questo che il PD, sia a livello nazionale che locale, deve avere come obiettivo quello di dedicargli maggiore attenzione. L’amministrazione, dal suo punto di vista, si è impegnata molto sul fronte delle tematiche sociali. Dobbiamo dire che l’aver ricoperto, per molti anni, il ruolo di comune capofila del distretto socio sanitario ha comportato un lavoro durissimo e non sempre è stato facile nella gestione dei fondi. Ora, tra un paio di mesi, il capo-filato passerà a Ladispoli, ma per evitare che soffra le stesse difficoltà patite a Cerveteri dovute alla mole di lavoro, sarebbe opportuno si iniziasse a pensare alla costituzione di un consorzio tra i due comuni in maniera tale da avere una gestione più organizzata ed efficiente dei fondi e, di conseguenza, aver maggiori servizi da erogare a chi ne ha bisogno”.
Da poco ha ricevuto la delega al personale, incarico complicato e delicato: come pensa di operare?
“Preliminarmente ci tengo a precisare che ho accettato questa delega con grande entusiasmo e ringrazio, in ogni caso, il Sindaco Pascucci per la fiducia riposta in me. So che si tratta di una materia piuttosto complessa e so anche che questa delega arriva ad un anno dalla scadenza del mio mandato e, pertanto, necessariamente dovrò comunque concentrarmi a portare avanti le iniziative già avviate e le urgenze che man mano si stanno presentando, come in realtà sto già facendo. Personalmente, tuttavia, stiamo valutando, naturalmente di concerto con il Sindaco, di avviare le procedure di concorso su alcune delle posizioni che, nei prossimi mesi, rimarranno vacanti. E’ una modalità di assunzione che certamente richiede molto più tempo e lavoro rispetto a quella dello scorrimento delle graduatorie di altri Comuni, tuttavia ritengo che un impegno in tal senso debba essere assunto da parte di questa amministrazione. Ho trovato disponibilità da parte degli uffici comunali, che ringrazio, a lavorare in questa direzione e darò il mio contributo affinché si possa raggiungere questo obiettivo”.
Nel 2022 torneremo alle urne per le amministrative, quali sono le proposte del Partito Democratico per Cerveteri?
“Il PD, a Cerveteri, prima di parlare di proposte, ha necessità di strutturarsi meglio. Possibilmente passando per un congresso o comunque dalla costruzione di un gruppo forte, competente e rinnovato. E deve recuperare la sua principale caratteristica: essere un partito aperto ed inclusivo. Fatto questo il PD potrà lavorare su quelle che saranno le proprie proposte per il 2022. In ogni caso, personalmente, vorrei si partisse da un’idea di città più a misura d’uomo, con ancora più attenzione alla pulizia, al decoro ed alla sicurezza. Ed inoltre, visto l’epoca storica che viviamo, si dovrà puntare al sostengo ed allo sviluppo dell’economia locale. Naturalmente sempre con un’attenzione particolare alle tematiche sociali perché nessuno deve essere lasciato indietro o solo”.