Firenze, un 17enne fa causa ai genitori no vax: “La mia famiglia non crede ai vaccini ma è l’unica arma per tornare a vivere”

Le vaccinazioni anti Covid
“La mia famiglia non crede ai vaccini ma è l’unica arma per tornare a vivere. Io voglio vaccinarmi per essere libero”. Lo afferma Matteo, un 17enne di Firenze, che si è rivolto all’Associazione avvocati matrimonialisti della Toscana dopo che i suoi genitori, entrambi no vax e non sposati, gli hanno negato il consenso a ricevere il vaccino anti Covid. “Se necessario arriverò fino al presidente della Repubblica”, racconta il ragazzo minorenne alla ‘Nazione’. Il liceale fiorentino vuole fare il vaccino, ne è convinto al punto da aver chiesto agli insegnanti di dargli una mano a far valere la decisione per la tutela della sua salute e di quella pubblica. “Vado al mare con i miei amici, uscivo la sera già a 14 anni, ho voluto fare il testamento biologico, non capisco perché non possa decidere autonomamente di fare il vaccino”, ha detto Matteo all’avvocato matrimonialista Gianni Baldini contattato dagli insegnanti del liceo. Matteo non può conferire mandato al legale, proprio perché minorenne. Dunque il liceo o un’altra istituzione sarà chiamata ad attivare il servizio sociale territoriale per avviare un ricorso innanzi al tribunale competente. Insomma, alla fine sarà il giudice a decidere, ma il percorso è tutt’altro che semplice. Analogamente la procedura potrebbe essere attivata rivolgendosi al Garante dell’infanzia e dell’adolescenza. Altrimenti c’è un’altra strada ancora: rivolgersi all’Ufficio interventi civili della procura minorile che, in un verbale di ascolto, cristallizza la volontà del minore consentendo di chiedere l’apertura di un procedimento presso il tribunale per i minorenni che, a sua volta, nominerà un curatore speciale che sosterrà l’istanza del minore contro i genitori. In ogni caso sarà solo il giudice a poter dirimere il conflitto. “Con l’estensione anche ai giovani minori di 18 anni della vaccinazione contro il Covid si stanno moltiplicando i contenziosi tra genitori e figli sulla vaccinazione”, dice l’avvocato Gianni Baldini, presidente dell’Associazione degli avvocati matrimonialisti della Toscana che ha già ricevuto varie richieste d’intervento. “Sta succedendo che i figli minori si vogliano vaccinare e i genitori non siano d’accordo – spiega il legale alla ‘Nazione’ – Ma capitano anche situazioni in cui i genitori, siano essi sposati o separati o divorziati, abbiano visioni discordanti sulla vaccinazione”. E quindi chi decide? Il problema è che nell’ordinamento giudiziario italiano i minorenni soggetti all’autorità genitoriale non possono decidere per la propria salute e neppure di rivolgersi a un legale. Il tema è particolarmente delicato, in questo momento “per gli adolescenti la vaccinazione rappresenta non solo la possibilità di recupero della propria normalità, ma anche un gesto di responsabilità sociale”. I problemi sorgono se i genitori non sono d’accordo. “Di regola la scelta di vaccinare un minore deve avere il consenso di entrambi i genitori”, e questo vale “sia per le famiglie nelle quali i genitori sia coniugati, conviventi o legalmente separati o divorziati”, spiega Baldini. Alla fine sarà il giudice a stabilire se i ragazzi potranno vaccinarsi. “In tutte le ipotesi di contrasto, sia tra genitori (uno favorevole l’altro contrario) sia con il figlio, il conflitto se non riesce a comporsi all’interno della famiglia deve essere risolto con ricorso al tribunale per i minorenni – spiega l’avvocato matrimonialista – Da valutare altrimenti il ricorso al tribunale ordinario, quando i genitori sono separati/divorziati e anche quando è pendente il relativo giudizio”. Nel caso in cui il minore si voglia vaccinare ma i genitori siano contrari, “la miglior strada sarebbe quella dell’istituto scolastico o altra istituzione vicina al minore, che potrebbe attivare il servizio sociale territoriale affinché avvii un ricorso innanzi al tribunale competente”.