Cerveteri vuole rinascere: proposte per cambiare

Nostra intervista ai leader politici locale pronti a scendere in campo alle amministrative di primavera

di Alberto Sava
A Cerveteri tutti sono consapevoli della velleitarietà del progetto Pascucci (Italia in Comune): dieci anni di delusioni con l’amaro in bocca per tanti. Anche i più accesi sostenitori del sindaco uscente hanno scelto di fare i pesci in barile quando la loro ‘guida’ li ha messi davanti all’assurdo autogoal politico della cacciata dell’Assovoce da Cerveteri ed allo schiaffone sferrato alle tradizioni cerveterane, con la cancellazione della Sagra dell’Uva. Cerveteri guarda avanti. Con settembre è iniziata la stagione della vendemmia nei vigneti e delle proposte politiche ed amministrative per il futuro di noi tutti. Avviciniamoci ai progetti su cui stanno lavorando le forze politiche, pronte a scendere in campo per le amministrative della prossima primavera. Abbiamo posto un’unica domanda ai diversi leader dei partiti e delle formazioni civiche che troveremo, con i rispettivi candidati a sindaco, sulla scheda elettorale a maggio 2022. Pubblichiamo le prime risposte nell’ordine di arrivo in redazione. Di seguito le dichiarazioni ricevute dal consigliere Lamberto Ramazzotti e dall’ex vice-sindaco Giuseppe Zito: essenziale, ma politicamente mirato l’intervento del consigliere comunale più longevo di Cerveteri, diversamente articolata la risposta di Giuseppe Zito
Visione futura e proposte immediate: come vede la Cerveteri che vorrebbe?
Lamberto Ramazzotti dichiara: “Penso ad una Cerveteri amministrata da amministratori capaci di vedere oltre le bandierine ed i paletti di partito. Servono uomini e donne che si impegnino con passione sui problemi della città abbandonata che sono tanti; dalla pulizia al decoro e al personale che sia adeguato ed a disposizione dei cittadina”.
L’ex vice sindaco Giuseppe Zito dichiara: “Intanto Cerveteri deve ritrovare un’identità condivisa per tracciare politiche coraggiose. Per fare ciò è fondamentale ritrovare un’armonia tra le forze politiche e un consenso forte nella città. Non vi è dubbio che Cerveteri debba lavorare su due strade parallele in grado di incrociare la direttrice dell’occupazione: 1. sviluppare un sistema turistico con infrastrutture e servizi degni della nostra storia; 2. migliorare la qualità della vita dei cittadini. Abbiamo un centro storico trascurato e dormiente. Prima che esso spiri vanno intraprese azioni immediate: ripristino della ZTL, dell’area pedonale e dei parcheggi a pagamento: questo processo deve essere accompagnato da un forte investimento in termini di iniziative che possano marcare un nuovo modo di vivere questa parte della città che è un patrimonio comune. Solo così potremo vedere nuove attività sorgere all’interno del centro storico. pedonalizzazione di Piazza Aldo Moro: questa piazza deve diventare il nostro punto d’incontro. Essa dovrà fungere da anello di congiunzione tra il centro storico, il Parco della Legnara, la Necropoli della Banditaccia e i percorsi naturalistici sempre più frequentati da turisti e avventori. La nuova funzione della piazza dovrà prevedere la presenza di chioschi per i servizi turistici (rent e-bike, visite guidate, percorsi turistici, escursioni, ecc…). riqualificazione del Parco della Legnara: per riportare i cittadini a vivere il nostro centro storico dobbiamo ripensare il ruolo di questo meraviglioso parco cittadino. È necessario immaginare lo spostamento degli uffici e la riconversione delle strutture. L’area verde dovrà essere trasformata in un parco botanico all’interno del quale installare attrezzature ludico-ricreative in grado di attrarre giovani e famiglie. L’Amministrazione uscente ha lasciato segnato un percorso di riqualificazione importantissimo per Campo di Mare che va ben oltre gli interventi appena effettuati sul Lungomare dei Navigatori Etruschi. Sono infatti già finanziati: un secondo lotto di interventi che renderà il nostro lungomare decisamente più attrattivo; l’estensione del nostro water front. La realizzazione di un attraversamento pedonale consentirà di raggiungere i cosiddetti “scoglietti”, ciò significa raddoppiare le spiagge fruibili. Inoltre vi sono due strumenti di pianificazione urbanistica fondamentali per Campo di Mare: la variante speciale che consentirà il recupero della nostra frazione marina; il piano di utilizzazione degli arenili che potrà offrire nuovi servizi gratuiti per i bagnanti. È fondamentale che su queste scelte non si torni indietro per pregiudizi politici. Chiunque guiderà la città dovrà portare avanti con determinazione e rapidità questi strumenti perché da qui passa il futuro della nostra economia. Questi due punti focali per lo sviluppo del nostro territorio devono essere fortemente interconnessi attraverso un potenziamento del trasporto pubblico locale e una rete di piste ciclabili. Quello della mobilità sostenibile è un tema difficile da declinare in una città articolata come la nostra. Ad oggi ancora mancano strumenti di pianificazione obbligatori per legge che dovremo definire con urgenza: Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, Piano Urbano del Traffico, Piano dei Parcheggi. Dobbiamo pensare al tema della vivibilità e per farlo non possiamo che rimettere al centro i bambini e le famiglie Nel periodo in cui mi sono occupato della scuola ho investito moltissimo nelle strutture. Credo sia necessario tornare a farlo. In molti edifici ancora mancano i certificati di agibilità che vanno acquisiti tramite degli interventi di messa in sicurezza. Il mio sogno era quello di creare un portale con l’anagrafe dell’edilizia scolastica in cui i cittadini potessero riscontrare l’idoneità degli edifici frequentati dai loro figli. Ma oltre ad avere scuole sicure dobbiamo lavorare per avere plessi più accoglienti, all’interno ma anche all’esterno. La mia idea è di realizzare nei giardini delle scuole dell’infanzia aree giochi come quelle che ho realizzato nei plessi Montessori e Tyrsenia. Nelle scuole primarie e secondarie è necessario dare colore alle aule e dotarle di dispositivi tecnologici adeguati. E infine scuole aperte al territorio anche nel pomeriggio e durante l’estate. Vi è inoltre una cosa irrinunciabile: il recupero delle aree verdi. Credo che quanto realizzato nel Parco di Via Luni possa essere un esempio virtuoso da esportare in ogni frazione e in ogni quartiere della città. Dobbiamo individuare quali sono le aree pubbliche che siamo in grado di riqualificare e restituire alla città pienamente fruibili. Le aree sulle quali il Comune non riesce ad intervenire dovranno essere oggetto di affidamento. In alcuni casi è immaginabile coinvolgere associazioni e comitati di zona, in altre va rivalutata l’idea di darle in concessione ai privati fissando paletti chiari. Non ho toccato il tema delle manutenzioni stradali che credo che sia una esigenza condivisa ma va contemperata con le risorse economiche a disposizione e le priorità che la politica deve dare. Per tale motivo sono convinto che vada ripresa l’idea di costituire dei consorzi per la gestione della viabilità rurale. Infine credo che vada ripensato il progetto della raccolta differenziata e dell’igiene urbana con soluzioni che vadano maggiormente incontro alle esigenze dei cittadini. Sono convinto che questo servizio debba essere sottratto al mercato e gestito in house da una società partecipata. Idea che potrebbe risultare addirittura economicamente più vantaggiosa. Il prossimo Sindaco di Cerveteri, a prescindere da quali saranno i suoi obbiettivi, per raggiugerli dovrà prioritariamente occuparsi del potenziamento e della valorizzazione della macchina amministrativa che ad oggi stenta a garantire anche l’ordinaria amministrazione”. Fin qui vi abbiamo dato conto delle prime due risposte alla nostra intervista che abbiamo posto ai maggiori leader politici ceretani. Nelle prossime edizioni vi daremo contro delle altre diverse posizioni che riceveremo e nell’ordine di arrivo.