Strade private ad uso pubblico e le responsabilità del Comune

Cerveteri - Piazza Santa Maria
Riceviamo e pubblichiamo – “Egregio Direttore Sava, in riferimento all’articolo relativo alle strade private ad uso pubblico e a quelle rurali dell’Arsial Le volevo raccontare la mia storia al riguardo. Nell’autunno 2003 per ben due volte il piano seminterrato della mia abitazione è stato invaso da una massa di acqua e fango proveniente dalla strada rurale; tale massa è arrivata a raggiungere mt. 1,93 distruggendo mobili, suppellettili, due auto ed uno scooter. Opportunamente sollecitato, l’assessore ai LL.PP. ha dato disposizione di asfaltare la strada dotandola delle pertinenze (cunette), al momento inesistenti. Nel corso dei lavori ho fatto presente al geometra incaricato dal Comune che tra il mio passo carrabile (che pago regolarmente anche se strada privata) ed il dosso a valle c’erano ben 80 cm. di dislivello e che la cunetta profonda 50 cm. non avrebbe garantito il regolare deflusso delle acque meteoriche. Risposta: “Mi è stato ordinato di farle profonde 50 cm. e questo faccio”. Da allora non sono più stati fatti interventi a correzione ed io ho subito altre sei inondazioni, subendo altri danni seppur contenuti. In data 8.12.2020, causa ennesimo nubifragio, nella parte bassa della cunetta (unica esistente) si è formata una pozzanghera tanto importante da inondare il mio giardino dove è presente una piscina; per tale inondazione la piscina è uscita dall’invaso per una cinquantina di centimetri. In quella occasione una pattuglia della Polizia locale in perlustrazione ha fatto il sopralluogo redigendo un verbale documentato da fotografie. Ho chiesto il risarcimento dei danni (circa € 10.000) con una pec al sindaco del ‘consideratelo già fatto’ e primo responsabile della sicurezza dei cittadini. Risposte zero se non una comunicazione dal Dirigente dell’Ufficio economato e patrimonio che mi ha precisato che la strada in cui abito non risulta iscritta tra i beni del Patrimonio dell’Ente. Ho ripetuto la richiesta all’ARSIAL che subito dopo ha mandato a verificare i danni due funzionari che hanno documentato la loro relazione con fotografie. In seguito un perito incaricato dalla Compagnia assicuratrice dell’ARSIAL ha fatto anche lui il rilevamento dei danni; nel maggio 2021 mi ha comunicato di aver inoltrato la relazione alla compagnia assicuratrice che, a verifica delle eventuali responsabilità, avrebbe liquidato quanto concordato; risarcimento non ancora ricevuto. A prescindere di chi fosse la proprietà della strada, ritengo che la responsabilità ricada sul Comune che ha fatto l’opera non a regola d’arte e senza pensare quali danni potesse causare a terzi pur essendo stato informato dell’errore. Da considerare che andiamo incontro nella stagione dove i nubifragi sono all’ordine del giorno. Scusandomi del disturbo arrecato, voglia gradire Distinti saluti”.
Giovanni Piovano