Alta tensione Ue-Polonia nell’ultimo vertice con la cancelliera Merkel

La cancelliera uscente Angela Merkel
Prezzi energia, Covid, commercio, migrazioni e transizione digitale ma anche lo Stato di diritto, però senza conclusioni formali, dopo il caso Polonia, sono i principali temi in agenda per il Consiglio europeo che si tiene a Bruxelles il 21 e 22 ottobre. E sul tema, secondo fonti diplomatiche, il premier Mario Draghi ha invitato a “fare in fretta” sul dossier energia e ha sollecitato linee di azione urgenti, sia sulla strategia dell’Ue sulle riserve di gas che sull’interconnessione, invitando Bruxelles a presentare al più presto una bozza di regolamento per lo stoccaggio del gas. L’obiettivo di Draghi, riferisce l’Ansa, è che tutti i 27 siano egualmente protetti. Energia, manca accordo leader Ue su conclusioni I capi di Stato e di governo dell’Ue riuniti a Bruxelles hanno avuto una discussione “esaustiva” sui prezzi dell’energia, ma non c’è ancora accordo sul testo delle conclusioni. Lo riferiscono fonti Ue, mentre è in corso il Consiglio Europeo. Sono state proposte delle modifiche al testo da alcuni Paesi: i leader potrebbero discutere di nuovo di energia durante la cena. Le conclusioni in materia di Covid-19 sono state approvate e la discussione sul punto è chiusa. Ora i leader hanno iniziato a discutere dello Stato di diritto: il presidente Charles Michel ha invitato il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki a prendere la parola. Circola una bozza di conclusioni riviste, in cui si afferma che il Consiglio Europeo tornerà sulla materia nella riunione di dicembre. La questione dovrebbe comunque essere discussa a livello ministeriale la settimana prossima a Lussemburgo. I Paesi membri hanno posizioni diverse sulle risposte da dare ai rincari, avendo ciascuno un proprio mix energetico: alcuni, Francia in testa, spingono per un esplicito riconoscimento del nucleare,  fonte di energia che non produce emissioni climalteranti. Altri, come Polonia e Ungheria, non vedono di buon occhio il pacchetto Fit for 55, avendo un’elevata dipendenza dalle fonti fossili. Altri ancora, come la Spagna, chiedono misure più robuste per frenare gli aumenti dei prezzi. Il primo ministro ceco Andrej Babis viene indicato come uno dei leader più attivi nel bloccare le conclusioni. Leader Ue per dialogo, ma ipotesi sanzioni resta Il dibattito sullo Stato di diritto, che riguarda in particolare la Polonia, “va avanti in modo sereno” con i capi di Stato e di Governo che “sostengono la via del dialogo” ma alla Commissione chiedono anche “l’uso degli strumenti esistenti, previsti dai trattati e dai testi in vigore”. Tra questi vi rientrano quindi le procedure d’infrazione e l’articolo 7. Resta da definire se vale anche il meccanismo di condizionalità che bloccherebbe i fondi europei agli Stati. Il primo a intervenire nel dibattito è stato proprio il premier polacco, Mateusz Morawiecki. Al vertice Ue è quindi terminata discussione sullo stato di diritto in Polonia. Il presidente del Consiglio europeo ha convocato una pausa. Il dibattito dovrebbe poi proseguire sul dossier energia. Si apprende da fonti diplomatiche europee. Il caso Polonia “La questione (della Polonia, ndr) sarà trattata, anche su richiesta di alcuni Stati, ma non ci saranno conclusioni formali. Anche perché non rientra tra le competenze del Consiglio fare proposte. E’ la Commissione la guardiana dei Trattati e abbiamo tutti visto il dibattito al Parlamento europeo in cui la presidente Ursula von der Leyen ha esposto le tre opzioni che la Commissione ha”, ha chiarito una fonte Ue.  “Parleremo di tre argomenti, Polonia, energia e immigrazione. Sulla Polonia è necessario il confronto con i leader quando i valori Ue sono messi in discussione”, ha ribadito la presidente Von der Leyen prima del Consiglio Ue.  Formalmente il tema della sentenza della Corte costituzionale polacca che ha dichiarato illegittime secondo il diritto nazionale alcune norme del Trattato Ue non è all’ordine del giorno. Tuttavia è il convitato di pietra della riunione dei Ventisette. Si cerca di fare di tutto per evitare una rottura che non sarebbe solo giuridica, ma essenzialmente politica perché mina il quadro legale su cui si fonda l’Unione. In mancanza di decisioni concrete per ripristinare lo stato di indipendenza dei giudici in Polonia, Bruxelles non darà il via libera ai 36 miliardi del fondo europeo anti crisi del Next Generation Eu. Ecco perché Varsavia parla di ‘ricatto’ della Ue. Sassoli: leggi europee scritte dalla Polonia insieme a tutti “Vi è una parte non negoziabile del nostro contratto europeo: i nostri valori di democrazia, libertà e stato di diritto”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, durante un intervento in vista del Consiglio europeo. In merito alla questione sulla crisi dello stato di diritto in Polonia e la supremazia del diritto europeo, Sassoli ha aggiunto che “l’Unione europea non è mai stata messa in discussione in modo così radicale”. In qualità di rappresentante del Parlamento, Sassoli ha ribadito che “le leggi europee in vigore sono state scritte dalla Polonia insieme a tutti noi, le abbiamo fatte insieme e quindi in nessun modo si può parlare di regole imposte dall’Unione Europea. Quest’ultima è fondata sul rispetto da parte di tutti di valori fondamentali e di regole condivise, che tutti abbiamo volontariamente accettato di condividere”. Amendola: Italia vuole dialogo costruttivo Intervendo su RaiNews24 dal vertice europeo di Bruxelles, il sottosgretario alla presidenza del consiglio con delega agli Affari europei, Vincenzo Amendola,  ha fatto il punto sui tre temi chiave del summit: attrito con la Polonia, caro-energia e immigrazione. Sulla recente crisi tra Ue e Polonia Amendola ha ricorda: “Noi lavoriamo perché ci sia dialogo costruttivo, l’Italia ha sempre avuto voglia di superare i contrasti partendo però da dei principi: lo stato di diritto, la primazia del diritto. L’indipendenza della magistratura è qualcosa che va nel segno di aumentare le libertà democratiche nel contesto europeo”. Sulla questione del rincaro dei prezzi dell’energia, Amendola ha spiegato: “La Commissione ha presentato un progetto per lavorare insieme. Siamo di fronte a una crisi congiunturale dei prezzi ed è evidente che possiamo muoverci solo lavorando congiuntamente, come abbiamo fatto con i vaccini. Stoccaggio e acquisto congiunto posso servire per calmierare i prezzi”. Infine il tema dell’immigrazione: “a giugno – ha ricordato – abbiamo aperto una strada nuova chiedendo all’Europa di andare fuori dai suoi confini per aiutare in loco i Paesi di transito e di origine insieme alle Nazioni Unite.  Sono stati scelti otto Paesi e adesso vedremo di capire come utilizzare le risorse, quali sono i risultati. Bisogna aiutare i paesi di origine e di transito con misure concrete fuori da questioni ideologiche”. I leader arrivano a Bruxelles La cancelliera tedesca Angela Merkel esce di scena con un invito al dialogo: “Una valanga di cause legali alla Corte di giustizia europea non è la soluzione al problema dello stato di diritto” nell’unione europea, ha detto Merkel riferendosi allo scontro in atto tra Bruxelles e la Polonia prima dell’inizio del vertice dei leader Ue. La questione, ha osservato Merkel, è “come i singoli stati membri immaginano che sia l’Unione europea, sempre più integrata” oppure fatta da “più stati nazionali”, e “questo non è certamente solo un problema tra la Polonia e la Ue”. Secondo la cancelliera, la conferenza sul futuro dell’Europa è “un buon luogo” per discuterne. Il premier polacco, Mateusz Morawiecki, in conflitto con Bruxelles sull’indipendenza della giustizia e il primato del diritto europeo, si è detto “pronto al dialogo” respingendo però “la pressione del ricatto”.”Non agiremo sotto la pressione del ricatto (ma) siamo pronti al dialogo. Discuteremo ovviamente di come risolvere le attuali controversie”, ha dichiarato Morawiecki al suo arrivo al vertice europeo in corso a Bruxelles. “Difficile vedere come una nuova importante somma di denaro, come quella del Next Generation Eu, possa essere messa a disposizione della Polonia quando questa questione non è stata ancora sistemata”, ha dichiarato il premier olandese, Mark Rutte, al suo arrivo al Consiglio europeo. “Penso che anche il Consiglio ha un ruolo, possiamo continuare a lavoro sull’articolo 7, che è la nostra strada per affrontare la questione”, ha aggiunto. “Nel frattempo la Commissione deve muoversi per fare sì che sia garantita l’indipendenza della magistratura in Polonia”, ha ribadito Rutte. “Il fatto è molto chiaro: il primato del diritto Ue non c’è proprio nel trattato, è una questione sulle competenze. Quello che succede è che le Istituzioni europee aggirano il diritto nazionale e modificano il trattato senza nessuna legittimità per farlo”, ha dichiarato il premier ungherse, Viktor Orban, al suo arrivo a Bruxelles. “La Polonia ha ragione: su competenze non trasferite all’Ue, la legge nazionale ha il primato, non c’è dubbio”.