Urbanistica e rivelazioni: bomba in Consiglio comunale!

Alta tensione al Granarone per l’approvazione dell’ampliamento del Lidl. Le opposizioni bocciano la scorciatoia delle deroghe per interesse pubblico

di Alberto Sava
Consiglio comunale ad alta tensione giovedì scorso al Granarone, dove si è dibattuto ed approvato l’ampliamento di un supermercato con il ricorso allo art. 14 (dpr 380) che recita: “il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rilasciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico”. Il ricorso all’interesse pubblico per l’ampliamento di un esercizio commerciale è stato bocciato da tutta l’opposizione. Va detto che nessun consigliere dalla minoranza si è dichiarato tout court contro il progetto di ampliamento, ed il No è solo un atto d’accusa contro la scelta dello strumento urbanistico approvato dalla maggioranza. Tra i banchi dell’opposizione siede il massimo esperto di urbanistica della politica cerveterana.
AGGIORNAMENTO del 25.10.2021 ore 18.47

ll cons. Lamberto Ramazzotti punta il dito: “Una furbata”

“Si tratta di un atto che così come è stato portato all’attenzione del consiglio comunale e successivamente votato, non doveva essere accolto.  L’ampliamento è stato consentito -spiega Ramazzotti- con una legge non che non c’entra nulla», ossia con il D.P.R. 6 giugno 2001, n.380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia che, all’articolo 14 stabilisce che “il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rilasciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale. In sostanza – continua Ramazzotti – per l’ampliamento dell’attività commerciale è stato applicato un articolo valido per gli edifici di interesse pubblico, mentre in realtà l’iter burocratico da seguire sarebbe dovuto essere diverso: «Lidl ha finito le cubature disponibili sul suo terreno – ha spiegato – per fare dunque l’ampliamento, avrebbe dovuto comprare il terreno adiacente», al quale costo si sarebbero dovuti aggiungere poi anche gli oneri di urbanizzazione, ossia i corrispettivi dovuti per interventi di nuova costruzione, ampliamento di edifici esistenti e ristrutturazioni edilizie (la legge Bucalossi), mentre la delibera approvata dalla massima assise cittadina, avrebbe invece esentato l’attività commerciale da tale adempimento. Insomma è una furbata» e la cosa grave, conclude il consigliere d’opposizione è che «nessuno ha emesso un parere, nemmeno di legittimità, su quanto approvato”. Di seguito diamo spazio ad altri interventi dell’opposizione, che sia pure con toni diversi tra loro, convergono tutti sull’accusa alla maggioranza di aver scelto una comoda scorciatoia. Ed ora un punto delicato: gli interventi della minoranza sostengono unanimemente che, se si fosse optato per l’Edilizia Contrattata, i vantaggi per la comunità cittadina sarebbero stati gli stessi, a fronte di un esborso maggiore per la catena commerciale. Affermazioni accompagnate da dati e numeri, quale prova matematica di quanto dichiarato. Ricordiamo che nel progetto presentato al comune, a fronte della richiesta di ampliamento, la proprietà ha offerto la realizzazione, a proprie spese, di una rotonda sulla Settevene Palo Nuova, di un più ampio parcheggio, dotato di illuminazione, ed una ciclabile che collegherebbe via della Lega al campo di calcio. Effettivamente le opere urbanistiche offrirebbero una riqualificazione dell’area circostante l’esercizio commerciale dal punto di vista dell’uso pubblico, inoltre lo stesso interesse pubblico coinciderebbe perfettamente con quello dell’esercizio commerciale di avere finalmente anche un accesso diretto dalla strada principale. Un quadro chiaro a tutti i consiglieri di minoranza, che però puntano con forza il dito contro lo strumento urbanistico approvato. E non è questione di poco conto. In un intervento in due tempi i consiglieri Orsomando (capo gruppo di Forza Italia) ed Aldo De Angelis (lista civica), hanno spiegato la loro posizione in un’articolata pregiudiziale avversa all’operazione. In aula ha preso la parola Salvatore Orsomando, protagonista di un intervento con risvolti tecnici e non solo. L’esponente azzurro si è servito di un lungo elenco di dati e numeri per ribadire il no alla scelta dell’ampliamento di un supermercato privato con le deroghe riservate agli edifici di interesse pubblico. Poggiate su dati e cifre, le parole di Orsomando condividono, a tutto tondo, quanto dichiarato dal consigliere Ramazzotti circa la scelta dello strumento urbanistico. Fin qui la prima parte dell’intervento di Orsomando, il quale ha ampliato le sue dichiarazioni pubbliche in aula ad un altro fronte, ben oltre l’opportunità normativa di dare seguito al progetto.
AGGIORNAMENTO del 25.10.2021 ore 18.48

Orsomando: “Un assessore accusa due esponenti della maggioranza”

Il consigliere Salvatore Orsomando
Il capogruppo di Forza Italia ha comunicato all’aula le confidenze raccolte da un assessore in carica, su presunte commistioni di personaggi di spicco, a latere di quanto si stava discutendo. Orsomando ovviamente è stato molto preciso, ha fatto nomi e cognomi e, rivolgendosi ai colleghi della maggioranza, ha affermato: “Sappiate consiglieri che un vostro assessore ha detto delle parole gravissime che ci costringono ad andare alla Guardia di Finanza”. Le accuse avrebbero a che fare con la proprietà di immobili vicini all’area della riqualificazione in discussione, e l’espressione gergale “…e ci stanno dentro con tutte le scarpe”, non lascerebbe margini di dubbio. Orsomando continua a testa bassa anche quando passa a parlare delle osservazioni dibattute al Granarone in un recente Consiglio comunale. La ‘gola profonda’ della maggioranza avrebbe parlato di interessi molto più sostanziosi alla creazione di strutture ludiche, più o meno autorizzate, più o meno grandi, intorno all’area interessata dal progetto. Orsomando conclude che la pregiudiziale posta, unitamente a De Angelis, si basa sia sulle motivazioni tecniche, che sulla forza degli eventi narrati in aula. Eventi -conclude Orsomando – che vanno posti all’attenzione delle autorità inquirenti affinché indaghino sulla veridicità dei fatti dichiarati dall’assessore chiamato in causa”. Da sottolineare che non è la prima volta, e in tempi recentissimi, che ‘confidenze’ provenienti dalla giunta finiscono nelle mani dei consiglieri Orsomando e De Angelis, i quali, data la presunta gravità di quanto appreso e fissato, si sono sentiti obbligati a trasformarle in denunce formali. Ora, al di là dei fatti specifici che nel passato avrebbero investito una modesta sagra di paese, e che oggi riguarderebbero un ben più ampio progetto, sarebbe opportuno che il sindaco Pascucci, il quale, ricordiamo, in nome della battaglia per la legalità e trasparenza, non ha esitato a disseminare di ‘cadaveri politici’ la sua marcia trionfale verso la carica di sindaco, richiamasse ‘per consultazioni’ chi nella giunta parrebbe essere uso a ‘confidenze scottanti’ ai componenti dell’opposizione. Perché, delle due l’una: o si tratta di verità, ed allora il sindaco avrebbe l’obbligo morale, civile, istituzionale, politico e giudiziario per far scoppiare il bubbone, qualunque possa essere la conseguenza, oppure si tratta di ‘parole in libertà’ che hanno a che fare più con il discernimento personale. Qualunque sia la verità, ricordiamo che, per molto meno, in passato esponenti di punta sono stati ‘gentilmente invitati’ dal sindaco a dimettersi. Ed ora, parola per parola, lo scambio di battute tra il sindaco ed il presidente del Consiglio al termine della “bomba” giudiziaria lanciata in aula da Salvatore Orsomando.
Sindaco Alessio Pascucci: Presidente, prima che apre il prossimo punto, posso farle una domanda tecnica sul consiglio?
Presidente del Consiglio Comunale Travaglia: Sul consiglio? Come no, certo.
Sindaco Alessio Pascucci: Ho ascoltato l’intervento del consigliere Orsomando che, oltre ad aver parlato del punto, ha fatto delle dichiarazioni che possono far ravvedere un’ipotesi di reato addirittura, se non addirittura di conflitto di interesse. E quindi volevo chiederle anche di valutare quello che è stato detto in aula, poi lo farò anche io, però questa è un’aula pubblica, noi siamo consiglieri comunali. Se qualcuno formula delle ipotesi di reato davanti a noi, a me che sono un pubblico ufficiale, me ne devo preoccupare. Quindi le chiederò sicuramente una trascrizione completa del punto precedente; però voglio farle presente che alcune dichiarazioni sono pesanti e quindi, sono convinto che chi le fa ha delle motivazioni per farle però poi ne deve anche rispondere. Il sindaco preso atto di quanto sentito in aula, ora deve dare seguito a questa vicenda che esce dai confini di Cerveteri per approdare sui tavoli inquirenti, per ora.
AGGIORNAMENTO del 25.10.2021 ore 18.50

Belardinelli (Fdi) e Piergentili (Lega): “Operazione senza i requisiti. Punto!”

Sulla questione Lidl l’intervento dei consiglieri Annalisa Belardinelli (FdI) e Luce Piergentili (Lega), moderato nei toni, non cambia la sostanza del no delle opposizioni a tutta questa storia. Abbiamo votato contro – spiegano Belardinelli e Piergentili – perché, a nostro avviso, l’operazione approvata dalla maggioranza non aveva i requisiti richiesti dall’articolo 14 del DPR 380/2001 (opera d’interesse pubblico) e come consiglieri comunali eravamo tenuti a valutare e votare questo aspetto, punto!” Poi riferendosi alle dichiarazioni, scritte e in video, del sindaco, concludono: “Il resto sono solo chiacchiere e teatrini pre elettorali tesi a recuperare consensi. In questi 10 amni, infatti, l’amministrazione Pascucci non si è preoccupata del problema della viabilità della scuola E. Mattei, nè di realizzare un’area dedicata ai cani nonostante fosse nel loro programma. E di certo non si è preoccupata di bambini e ragazzi visto che a pochi metri dalla LIDL c’è un parco giochi lasciato in totale stato di abbandono, a dispetto delle nostre sollecitazioni e proposte per riqualificarlo. Ora, guarda caso, in vista delle imminenti elezioni tutto diventa importante…”
AGGIORNAMENTO del 25.10.2021 ore 18.55

Magnani: “Quando l’interesse pubblico è un mezzo e non un fine”

Anche il consigliere Alessandro Magnani assolutamente contrario: “Nella seduta del 21 ottobre scorso, è stata sottoposta al voto del Consiglio comunale una delibera che riconosce l’”interesse pubblico” nel concedere alla società Lidl il permesso di effettuare la demolizione e ricostruzione del suo stabile di Via Sandro Pertini, a Cerveteri, con un importante aumento di cubatura, in deroga al piano regolatore vigente. I lavori si porterebbero dietro importanti variazioni nella viabilità della via Settevene Palo, che consentirebbero un più agevole e immediato accesso al supermercato Lidl, con un contorno di apposite aree verdi attrezzate e piste ciclabili messe lì un po’ a caso, tanto per rendere il progetto più green. C’è stato un acceso e approfondito dibattito, durante il quale, la totalità dei consiglieri di minoranza, ha opposto motivate ragioni per cui non è possibile riconoscere l’interesse pubblico ad un edificio commerciale privato, perché è esclusivamente privato l’edificio per il quale si richiede l’aumento di cubature in deroga al piano vigente (Testo unico edilizia, art. 14: 1. Il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rilasciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale, nel rispetto comunque delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, e delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia) . Abbiamo fatto osservazioni puntuali, tecniche e nel merito, ad esempio sul fatto che le aree verdi in quella zona avrebbero dovuto essere realizzate da un pezzo da questa giunta che ogni anno le mette in bilancio di previsione e ogni anno puntualmente le buca, e sul fatto che la mancata manutenzione dell’esistente ha ridotto le poche aree disponibili impraticabili e inutili per la fruizione di famiglie e bambini. Ma ora arriva l’”interesse pubblico” del soggetto privato e tutto magicamente può essere fatto. Caro sindaco, cara maggioranza, la responsabilità di questa forzatura è tutta vostra”.