Vittime di violenza, a Ladispoli c’è Donne in Cerchio

Estradato in Italia stupratore di Cassino
Scuole, uffici, palestre, negozi chiusi. A Marzo 2020 l’Italia si ferma per cercare di arrestare l’avanzata del coronavirus. E loro in casa, con l’impossibilità spesso, anche solo di prendere il telefono in mano, senza essere scoperte dal loro “aguzzino” col quale dovevano condividere lo stesso tetto, anche tutto il giorno, per poter chiedere aiuto. Sono le donne vittime di violenza. Come gli altri servizi del territorio, anche lo sportello antiviolenza “Donne in Cerchio” aveva chiuso, in quel periodo la sede, ma mai il servizio telefonico. «La difficoltà di quel periodo – ha spiegato la dottoressa Amelia Argirò responsabile della Cooperativa “Luogo Comune” che da agosto 2020 si occupa del servizio – era riuscire a contattarci. Le donne, costrette in casa per il lockdown, avevano magari poco spazio per poter restare da sole così da contattarci per chiedere aiuto». Situazione che è cambiata con la riapertura dei servizi e dello sportello stesso, ospitato alla Casa della Salute di Ladispoli-Cerveteri e presente sul territorio da ben 7 anni. Lo sportello mette a disposizione un’équipe tutta al femminile per l’accompagnamento nel percorso di uscita dal circuito della violenza, composta da una assistente sociale e due psicologhe, delle quali una specializzata in psicologia forense per i colloqui di accoglienza, da una psicoterapeuta, una consulente legale ed una psicologa per l’accoglienza telefonica. Il servizio “Donne in Cerchio” è uno spazio di ascolto ed aiuto a tutte le donne che subiscono violenze e maltrattamento. Opera in collaborazione con la rete dei soggetti istituzionali (forze dell’ordine, ospedali, servizi sociali dei comuni di Ladispoli e Cerveteri e della Asl Roma4) per offrire un aiuto concreto a chi finalmente decide di bussare a questa porta. Si parte da una semplice telefonata alla quale una operatrice risponde, con tutta l’empatia possibile, al primo grido d’aiuto, fornendo le informazioni basilari per intraprendere, insieme, un percorso verso la rinascita. Un ruolo importante in questo percorso è il lavoro di équipe da parte delle professioniste. L’obiettivo è far sentire la donna protetta, libera di poter raccontare ciò che accade all’interno delle mura domestiche. Incontri grazie ai quali si cerca di aiutare la donna a prendere piena consapevolezza di quanto accade così da renderla forte, consapevole che una denuncia forse è il caso di sporgerla. Un servizio essenziale per il territorio che, nonostante gli esigui fondi a disposizione, la Cooperativa riesce a garantire, implementando lo spazio di ascolto. «Integrando le risorse finanziarie a nostra disposizione – ha spiegato ancora Argirò – siamo riusciti a mantenere il servizio telefonico per almeno 30 ore settimanali». Grazie all’impegno, appunto, della cooperativa, lo sportello risponde alle chiamate della linea telefonica 389 092 1510 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 ed è aperto il mercoledì mattina e pomeriggio e il venerdì mattina.