venerdì, Aprile 19, 2024

Vaiolo delle scimmie, l’Unione europea acquista 110mila vaccini

Oggi “firmerò un accordo per circa 110mila vaccini per il vaiolo delle scimmie, per poterli consegnare agli Stati membri a partire dalla fine di giugno”. Lo dice la commissaria europea per la Salute Stella Kyriakides, a margine del Consiglio Salute a Lussemburgo, senza aggiungere altri dettagli. “Abbiamo ora circa 900 casi di vaiolo delle scimmie nell’Ue – continua – e circa 1.400 nel mondo. E’ la prima volta che usiamo fondi Ue per comprare vaccini che possiamo poi distribuire agli Stati membri. Questo mostra quello che possiamo fare quando lavoriamo insieme”, conclude. Al Consiglio Salute a Lussemburgo partecipa anche il ministro Roberto Speranza, che oggi sarà anche a Bruxelles per la partita dell’acquisto comune di vaccini per il vaiolo delle scimmie in Ue. Fino a ieri nell’Ue e nello Spazio Economico Europeo si sono registrati “901 casi confermati di vaiolo delle scimmie”. Lo dice la direttrice dell’Ecdc Andrea Ammon, collegata in audizione da Lussemburgo con la commissione Envi del Parlamento Europeo a Bruxelles. I Paesi che hanno il maggior numero di casi nell’Ue, continua Ammon, sono “Spagna, Portogallo e Germania” e il Regno Unito fuori dall’Ue. I casi sono finora concentrati in “giovani maschi che identificano se stessi come uomini che hanno rapporti con altri uomini”, anche se, ricorda, “la trasmissione del virus non è legata all’orientamento sessuale. Finora non ci sono stati morti”, conclude. Ora che, in estate, “ci saranno più raduni di massa anche per le comunità Msm (Men who have Sex with other Men, uomini che fanno sesso con altri uomini, ndr), piuttosto che cancellarli dovrebbero essere visti come un’opportunità per aumentare la consapevolezza sui rischi e sui sintomi”, ha continuato Ammon. “E’ anche importante prevenire la stigmatizzazione, chiarendo che la trasmissione del vaiolo delle scimmie non è legata all’orientamento sessuale”. Bisogna invece “informare su cosa fare e dove andare quando si sviluppano i sintomi”. Gli eventi di massa sono “opportunità per fare della promozione sanitaria”.
Redazione
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