domenica, Aprile 14, 2024

Roma: omicidio Cerciello Rega, per i giudici “Elder compì un’azione abnorme mentre Hjorth lo aizzò”

“Da parte di Elder Finnegan Lee si è avuta una condotta del tutto abnorme rispetto a quella posta in essere dal vicebrigadiere Cerciello” e ha “deliberatamente perdurato nella propria azione aggressiva sino a condurla al tragico compimento”. Dal canto suo Gabriele Natale Hjorth nella vicenda ha avuto un ruolo di “organizzatore” e di “aizzatore” nell’azione di Elder. È quanto scrivono i giudici della corte d’appello di Roma nelle motivazioni della sentenza con cui hanno ridotto, nel marzo scorso, a 24 anni la condanna per Elder e a 22 per Hjorth nel processo di secondo grado per l’omicidio Cerciello. Nel provvedimento di circa 300 pagine i giudici ricostruiscono la vicenda e descrivono le condotte dei due imputati. Per quanto riguarda l’autore materiale dell’omicidio, i giudici scrivono “che è corretto sostenere che Elder avesse avuto piena contezza del significato della parola ‘carabinieri”, più volte pronunciata sia da Cerciello e Varriale e che la avesse udita con chiarezza e ritenuta pienamente rispondente al vero”. Per i magistrati l’imputato “ha deliberatamente perdurato nella propria azione aggressiva sino a condurla, non senza veemenza esagerata, al tragico compimento”. Una azione “del tutto abnorme rispetto a quella posta in essere” dal carabiniere “non solo per il mezzo usato (un coltello di 31 cm, con elsa a protezione della mano offensiva, con 18 cm di lama tagliente zigrinata, ad uso militare), ma anche alla luce delle modalità efferate di esecuzione della condotta (11 coltellate su entrambi i fianchi, in serie e a danno di molteplici organi vitali)”. Per quanto riguarda Hjorth secondo i giudici “è piena l’adesione” alla vicenda omicidiaria. Hjorth “si è coerentemente recato alla riunione insieme ad Elder – aggiungono i giudici di secondo grado – ben consapevole che questi fosse munito di coltello, e anzi ragionevolmente sentendosi tranquillo a seguito del porto dell’arma da parte del sodale, senza minimamente tentare di indurlo a desistere dal recarsi armato allo scambio, e nell’ambito di una suddivisione dei ruoli. Ha mostrato un atteggiamento del tutto insensibile all’esito dell’accoltellamento del vicebrigadiere, omettendo, oltre di intervenire personalmente, anche solo di invitare l’amico ad un doveroso soccorso, piuttosto invitandolo a fuggire («it’s enough»), come poi effettivamente avvenuto”.
Redazione
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