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lunedì, Giugno 17, 2024

Corruzione in appalti legati al Miur, la Procura di Roma ha notificato a 15 persone l’atto di chiusura delle indagini

La Procura di Roma ha notificato a 15 persone l’atto di chiusura delle indagini, iniziativa che di solito anticipa la richiesta di rinvio a giudizio, nell’ambito di un’inchiesta su presunti episodi di corruzione in appalti legati al Miur, il ministero dell’istruzione, università e ricerca, la cui sede è in via Trastevere a Roma. Coinvolti l’imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco e l’ex capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, Giovanna Boda. Al centro dell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Carlo Villani e culminata con una serie di arresti nel settembre del 2021, un presunto giro di mazzette e utilità per ottenere l’affidamento delle gare. Nell’inchiesta, al termine della quale in 15 rischiano il processo, risultano coinvolte anche quattro società. All’ex capo dipartimento del ministero per le risorse umane e a Bianchi di Castelbianco i magistrati di piazzale Clodio contestano i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Il procedimento, affidato al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, ha fatto emergere un sistema illecito che andava avanti dal 2018. In base a quanto emerge due indagate, tra cui la segretaria dell’ex capo dipartimento, hanno chiesto di patteggiare.
Redazione
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