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giovedì, Luglio 25, 2024

Roma, omicidio di Desirèe Mariottini: oggi pomeriggio la sentenza del processo d’appello

E’ attesa nel pomeriggio la sentenza del processo d’appello per l’omicidio di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina uccisa il 19 ottobre 2018 in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo a Roma. I giudici della Corte d’assise d’appello di Roma sono entrati in camera di consiglio. Il processo vede imputati i quattro cittadini africani Mamadou Gara, Yousef Salia, Brian Minthe e Alinno Chima. In primo grado, i giudici hanno condannato i primi due all’ergastolo, Chima a 27 anni e Minthe a 24 e mezzo. Il pg ha chiesto alla Corte la conferma delle condanne.
L’omicidio della 16enne
Dalle carte dell’indagine è emerso che gli imputati avevano fornito alla ragazza, che era in crisi di astinenza, un mix di sostanze composto anche di tranquillanti e pasticche. Ma la miscela, “rivelatasi mortale” era composta da psicotropi che hanno determinato la perdita “della sua capacità di reazione” consentendo agli indagati di violentare la minorenne in uno stabile fatiscente. Nell’ordinanza con cui il gip dispose il carcere si affermava che il gruppo ha agito “con pervicacia, crudeltà e disinvoltura” mostrando una “elevatissima pericolosità e non avendo avuto alcuna remora” nel portare a termine lo stupro e l’omicidio. Nel provvedimento sono citate anche alcune testimonianze. “Meglio che muore lei che noi in galera”: è la frase che secondo alcuni testimoni avrebbero pronunciato tre dei quattro accusati. Gli indagati inoltre “impedirono di chiamare i soccorsi per aiutare” la giovane.
Redazione
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