lunedì, Aprile 15, 2024

Milano, chiude lo storico Burghy: fu il primo ad aprire in Italia nel 1981 in piazza San Babila

“In Italia si mangia bene” è il leitmotiv che da Nord a Sud, isole comprese, racconta una penisola ricca di buona cucina. Dunque quando nel 1981 Burghy aprì in Piazza San Babila, a Milano, la scommessa fu giudicata perdente. Mentre l’intuizione di vendere hamburger, merito della catena dei Supermercati GS, oggi Carrefour, si rivelò geniale. Non nacque un un punto vendita, ma qualcosa di più: il resto, infatti, lo fece il fenomeno dei “paninari”, che consacrò il posto a loro ritrovo. Cibo, dunque, ma anche moda segnata da look griffati: dal “Moncler” alle “Timberland”, dalle calze da donna “Burlington” alla cinta “El Charro” o agli accessori Naj-Oleari e ai  jeans di marchi, allora, irresistibili come “Americanino” ma anche “Uniform”.  Burghy fu il primo vero fast food in stile Usa. Un successo italiano che durò fino al 1996, anno in cui il Gruppo Cremonini, subentrato nel 1985 con l’acquisizione di 96 ristoranti, vendette tutto alla più grande e nota azienda McDonald’s. La fama mondiale ha permesso al colosso dei panini di continuare l’attività. Eppure, i tempi cambiano e anche i colossi sono costretti a fare i conti con gli affitti. Così dal 6 dicembre, lo storico ristorante di Piazza San Babila chiuderà a causa di un canone mensile giudicato “eccessivo” e i lavoratori saranno ricollocati in altri ristoranti milanesi. La chiusura di un punto vendita McDonald’s inciderà poco sulla missione del gruppo, farà sicuramente più male perdere il ritrovo dei “paninari” della Milano anni ’80: quelli che riuscirono persino a sbarcare in televisione soltanto per aver trasformato un panino in qualcosa di più.
Redazione
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