lunedì, Aprile 15, 2024

Roma, le ultime drammatiche parole di Martina Scialdone prima di morire: “Mi hai sparato davvero….”

Sul femminicidio dell’avvocatessa Martina Scialdone, avvenuto a Roma davanti al ristorante “Brado”, emergono nuovi dettagli. In particolare, secondo quanto raccontato da Costantino Bonaiuti – colui che ha premuto il grilletto ed ex della donna – al suo avvocato durante un colloquio in carcere Scialdone “non aveva capito subito quello che era successo, e nemmeno io, dopo che è partito il colpo mi ha guardato e ha detto: ‘Ma mi hai sparato davvero? Mi hai ferita?'”. “La mia vita, per quanto mi riguarda, è finita, appena posso voglio uccidermi “, avrebbe aggiunto l’uomo. “Non la volevo uccidere, mi volevo suicidare. Sono disperato, pensavo che la pistola avesse la sicura inserita, invece è partito un colpo – è la versione del 61enne -. Martina era molto più bassa di me, il colpo è partito per errore e l’ha raggiunta all’altezza della spalla, proprio perché non ho preso la mira, ma il proiettile ha seguito una traiettoria casuale. Prima di entrare nel ristorante eravamo in macchina insieme, io ho minacciato di uccidermi e ho tirato fuori la pistola, lei mi ha fatto desistere”. Il legale dell’uomo ha chiesto la scarcerazione dell’uomo. L’omicidio di Martina Scialdone “non è stato premeditato”, ha scritto l’avvocato Fabio Taglialatela nel ricorso presentato al Tribunale del Riesame di Roma. Si è trattato di “un tentativo di suicidio con conseguente colpo sparato per errore all’indirizzo della povera vittima” e l’arma “disgraziatamente” aveva la sicura disattivata. La ricostruzione della difesa è completamente diversa dalla realtà dei fatti descritta dai testimoni, a cominciare da quanto detto dal fratello della vittima, Lorenzo, presente al momento del delitto, come riportato negli atti dell’inchiesta. L’omicidio della giovane viene ricondotto dall’avvocato di Bonaiuti a “una casualità assoluta”.
Redazione
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