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giovedì, Luglio 25, 2024

Peschereccio tunisino attacca una barca di migranti per rubare il motore: annega una bimba di 4 anni

Una bambina di 4 anni è caduta in mare ed è annegata perché durante la navigazione del barchino, sul quale si trovava assieme ad altre 34 persone, l’equipaggio di un peschereccio tunisino ha tentato di rubare il motore della barca, partita da Sfax. Il tentativo di furto ha provocato la caduta in acqua della piccola il cui corpo non è stato recuperato. L’episodio è successo in area Sar italiana. L’imbarcazione è stata soccorsa dalla nostra Guardia costiera e dalla Guardia di finanza. Non è la prima volta che nel canale di Sicilia si registrano furti di motore dei barchini, carichi di migranti, in navigazione. Già lo scorso 26 marzo, un natante di 7 metri con a bordo 42 persone venne trovato alla deriva e senza motore. A detta dei migranti, un peschereccio tunisino li aveva abbordati e alcune persone, verosimilmente facenti parte dell’equipaggio, avevano rubato il motore. Non è escluso che episodi del genere possano anche essersi verificati in passato.
Continuano le traversate, soprattutto dalla Tunisia, e anche i naufragi. La notte scorsa un barchino di 7 metri è affondato in area Sar italiana. Quarantasei migranti, tra cui sette minorenni e 13 donne, sono stati salvati dai militari della Guardia costiera. Ma ci sarebbero anche tre dispersi, tra cui la mamma di un neonato: quest’ultimo sopravvissuto. I naufraghi, originari di Guinea, Costa d’Avorio, Camerun e Gambia, sono stati sbarcati al molo Favarolo di Lampedusa. Hanno riferito di essere partiti da Sfax, in Tunisia, alle 21 di venerdì scorso e d’aver pagato 2mila dinari per la traversata.
Gli sbarchi continui portano al sovraffollamento degli hotspot, come quello di contrada Imbriacola dove c’erano 2.242 ospiti a fronte dei poco meno 400 posti disponibili. Qui sono stati portati i 299 migranti salvati che erano a bordo di sei diverse imbarcazioni (compresa quella dei 46 naufraghi). Durante la notte e fino all’alba a Lampedusa venerdì ci sono stati 12 approdi con un totale di 611 persone. Sui barchini agganciati durante la notte c’erano gruppi di 48 persone (3 donne e 2 minori), 46 (13 donne e 7 minori) di cui appunto risultano tre dispersi, 42 (10 donne e 8 minori), 45 (6 donne e 2 minori), 36 (9 donne e 3 minori) e 82 (8 donne).
I primi cinque natanti sono partiti da Sfax in Tunisia, mentre l’ultimo da Sabratah in Libia. L’hotspot che li ospita resta sovraffollato nonostante che negli ultimi giorni, con traghetti di linea, navi e aerei militari, vengano quotidianamente trasferiti un migliaio di persone.

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