lunedì, Maggio 20, 2024

Bebe Vio riscrive la tesi in tempi record, le era stata rubata una settimana fa

Bebe Vio ha riscritto la tesi in tempi record dopo che una settimana fa le era stata rubata la borsa con all’interno il computer che conteneva il file da consegnare all’università in vista della prossima laurea e anche alcuni appunti importanti. Lo ha annunciato la stessa olimpionica di scherma paralimpica su Instagram, pubblicando un video in cui invia la tesi e scrivendo: “Sembrava impossibile, invece… ce l’abbiamo fatta! Tesi riscritta e consegnata all’ultimo. Ora manca davvero pochissimo”. La borsa di Bebe Vio era stata rubata nel quartiere Parioli a Roma. All’interno c’erano anche gli occhiali da vista e il portafogli. Subito dopo il furto, l’atleta paralimpica aveva lanciato un video-appello sui social, affermando: “Questa è la faccia disperata di una persona a cui hanno rubato la borsa l’altro giorno. Tra l’altro grazie perché ero appena tornata dal funerale di mio nonno, quindi è stato molto piacevole finire la giornata con un furto. Ma non me ne frega niente della borsa, né di tutto ciò che c’è dentro. Potete tenervi tutto. Ma per favore, dentro la borsa c’era il computer con la mia tesi. Scritta e finita in un file che si chiama ‘JCU’. E io devo consegnare la tesi. Non solo, dentro ci sono anche tutti gli appunti di un’altra classe. Se tu sei il ladro, ti prego mi puoi inviare un file con gli appunti e la tesi? Tieniti tutto ma ti prego ridammi queste cose perché sono in crisi nera e io mi devo laureare tra poco”.
Vio aveva anche fornito una mail: “L’altro ieri sera mi è stata rubata la borsa in un ristorante di Roma. Non mi importa granché di tutto quello che è stato rubato. Dentro, però, avevo il mio computer con i file della tesi di laurea che devo consegnare a giorni. Te, che ora hai il computer, ti prego di farmelo riavere o almeno di inviarmi in forma anonima i file con la mia tesi, alla mail info@art4sport.org. Trovi tutto sul desktop del computer. Nonostante tutto, te ne sarei immensamente grata”, aveva scritto in una didascalia a corredo del video-appello. Tuttavia, a quanto pare, non si è fatto vivo nessuno e l’atleta ha così deciso di riscrivere la tesi.

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