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sabato, Giugno 15, 2024

Le conquiste di ieri da difendere oggi

Sabato 6 maggio alle ore 17 presso il Centro Arte e Cultura, si svolgerà un’iniziativa promossa dal Gruppo “Nilde Iotti”, aderente all’Unione Donne in Italia (UDI). Invitiamo i cittadini di Ladispoli e Cerveteri a ripercorrere insieme a noi la storia e le tappe dei servizi e dei progetti, nati per sostenere soprattutto le donne. Una lunga storia che, sulla scia di quanto stava accadendo a livello nazionale negli anni ‘70, ha portato a realizzare anche nel nostro territorio i consultori familiari (uno a Ladispoli e uno a Cerveteri), gestiti inizialmente dai Comuni, per una popolazione però che per ciascun Comune era all’epoca di circa 10.000 abitanti. Nel corso degli anni, il passaggio al Servizio Sanitario Nazionale non ha visto un adeguamento all’aumento della popolazione, anzi con il passare del tempo, sono stati gradualmente spogliati del personale e quello rimasto ridotto al lumicino ha dovuto far fronte a più Comuni e servizi. Solo da un paio d’anni il trend è stato invertito, soprattutto per il movimento delle donne stesse che, sia a Roma, ma anche nel nostro territorio, hanno condotto una battaglia per ridare dignità a questo servizio così importante per le donne, ma anche per le famiglie e per i giovani. La legge però sancisce che ci sia un consultorio familiare ogni 20.000 abitanti, quindi il nostro territorio ne dovrebbe avere quattro e non due. Necessaria quindi una diffusione capillare, essenziale per ridurre quelle famiglie “fragili” sempre più numerose. Nel 2013 parte nel nostro Distretto la prima sperimentazione di uno “Sportello d’ascolto per le donne vittime di violenza”. Nasce dopo una imponente manifestazione, che attraversa il centro della città di Ladispoli, che chiede con forza la fine dei femminicidi e un sostegno concreto per le donne vittime della violenza che sappiamo subita soprattutto in ambito familiare. Dalla sperimentazione si passa alla istituzione dello “Sportello antiviolenza” con maggiori e più articolate prestazioni che, seppure con alterne vicende, è tuttora attivo presso la Casa della Salute. Da quest’anno ha iniziato la sua attività anche il Centro antiviolenza del Comune di Cerveteri. E’ assolutamente necessario che tutte le donne conoscano l’esistenza di questi servizi perché attraverso il passaparola, ne giunga notizia anche a chi ne ha bisogno. Ma, le donne dell’Udi sanno bene che c’è bisogno in tutta la comunità di un processo di emancipazione reale da una cultura maschilista e patriarcale che alimenta la violenza psichica e fisica che si consuma sulla pelle delle donne. Quindi moltiplichiamo queste iniziative nei luoghi di lavoro, nelle scuole di ogni ordine e grado, solo così si può promuovere un cambiamento radicale che ponga fine all’orribile realtà nel nostro Paese di un femminicidio ogni tre giorni.

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