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giovedì, Luglio 25, 2024

Roma, il busto del “Moro” di Garibaldi sarà esposto al Gianicolo

Rimettere la storia al suo posto. Due giorni di musica, teatro e incontri per rendere omaggio ad Andreas Aguyar il “Moro” di Garibaldi. Finalmente verrà esposto il busto al Gianicolo di questo eroe della Repubblica Romana. Sul colle del Gianicolo a Roma sono stati collocati, a più riprese, numerosi busti raffiguranti patrioti italiani e stranieri che durante il Risorgimento hanno combattuto con le armi o con la parola per l’unificazione dell’Italia. La creazione incominciò quando il 28 maggio 1849 la Repubblica Romana stanziò 10.000 Lire per la creazione di busti marmorei da esporre nei giardini del Pincio. Alla fine della guerra di busti ne erano stati fatti cinquantadue ma a causa del potere temporale del Papa questi rimasero nei magazzini del Campidoglio. Nel giugno del 1851 papa Pio IX ordinò di disporre i cinquantadue busti nei giardini del Pincio, escludendo alcuni non graditi perché atei. Nel 1860 gli scultori Achille Stocchi e Tito Sarrocchi sono incaricati di modellare i busti non graditi e di crearne di nuovi. I busti arrivano così ad essere 228. Un primo posizionamento delle statue avvenne tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento: il monumento a Garibaldi risale al 1896. Negli anni venti, durante il regime fascista, fu costruito il monumento ai caduti per la causa romana, nel quale sono ancora oggi conservati i resti di questi patrioti. Dopo la caduta del regime fascista si fece un primo restauro delle statue solo negli anni sessanta, e successivamente nei lavori per il Giubileo del 2000, durante i quali fu scoperta una villa romana e furono restaurate e ricollocate nuove statue, in particolare quella dedicata ad Anita Garibaldi e ai figli dello stesso Garibaldi. Tutti i busti presenti sono stati restaurati nel 2010-11, in coincidenza col 150° dell’Unità d’Italia.

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