
L’esercito russo ha fatto saltare in aria una diga sul fiume Mokry Yaly, nella regione di Donetsk, causando inondazioni su entrambe le sponde del fiume. Fonti militari hanno riferito che però questa mossa “non influisce sulla controffensiva ucraina in direzione di Tavriyske, nell’oblast di Kherson”. “Gli ucraini sono riusciti ad avanzare di 6-7 chilometri negli ultimi giorni”. Lo riferisce il Gruppo Wagner, aggiungendo che al momento “gli insediamenti di Neskuchne e Blagodatnoye sono saldamente sotto il loro controllo nell’avamposto di Vremiavsky. Anche il villaggio di Storozhevoye è presumibilmente occupato da Kiev, e da lì il nemico si è spinto sotto villaggio di Makarovka. Sull’altra sponda del fiume Mokry Yaly, il nemico sta attaccando le nostre truppe nel villaggio di Urozhaynoye”. Poi noi siamo capaci di abituarci a tutto, ma il rischio del nucleare non può non farci paura. È folle accettare che ci possa essere il ricorso al nucleare”. Lo ha affermato l’incaricato del Papa per l’Ucraina e presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi. “Per questo ho accettato di dare una mano al tentativo di Papa Francesco di impedire che l’incendio della guerra possa divampare di più, provando a ottenere invece un modo diverso dalle armi per arrivare alla pace”.






