
La guerra in Ucraina giunge al giorno 476. Il capo della Wagner Yevgeny Prigozhin ha dichiarato che Mosca ha cercato di distruggere la brigata. Putin avverte: “Scarseggiano armi di precisione e droni. Li abbiamo, ma non a sufficienza”. Il Wall Street Journal scrive: “Gli Stati Uniti invieranno a Kiev armi all’uranio impoverito”. Gli Usa annunciano ulteriori aiuti all’Ucraina per 325 milioni di dollari. I raid russi su Kryvyi Rih, città natale di Zelensky, provocano almeno sei morti. Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko afferma di non avere “alcun dubbio” nell’usare armi nucleari in caso di aggressione. Dopo le inondazioni provocate dal crollo della diga di Nova Kakhova, Kiev afferma che si sono verificati casi di colera ed escherichia coli nella regione di Kherson. L’aeronautica ucraina ha fatto sapere di aver intercettato 12 dei 20 missili e droni lanciati la scorsa notte dalla Russia. In una nota è stato precisato che la Russia ha lanciato quattro missili da crociera Kalibr dal Mar Nero contro la città di Odessa, tre dei quali sono stati abbattuti. Il Comando operativo meridionale dell’Ucraina ha riferito di almeno tre morti e 13 feriti nella città portuale. Altri sei missili da crociera Kh-22, lanciati da bombardieri Tu-22M3, sono stati lanciati contro Donetsk dalla regione russa di Rostov. Al momento non è chiaro quale sia stato il loro impatto. La Russia ha poi lanciato 10 droni Shahed nel sud-est dell’Ucraina, nove dei quali sono stati abbattuti, ha riferito ancora l’aeronautica. I missili russi utilizzati nell’attacco a Kryvyi Rih, che ha causato 11 morti e 39 feriti, contenevano oltre 50 componenti prodotti in Paesi stranieri. Lo ha riferito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando che “sfortunatamente la Russia è ancora in grado di ricevere componenti critici per la produzione di missili, realizzati da società di diversi paesi e in particolare di alcuni paesi partner. Queste componenti, perlopiù di microelettronica, vengono poi consegnati in Russia in vari modi”.






