mercoledì, Gennaio 21, 2026

Sul litorale laziale è allarme mancanza bagnini

Il fattore tempo inteso come meteo e il fattore tempo inteso come durata degli investimenti e necessità di manodopera. Nella costa settentrionale del Lazio il vento della ripresa post covid soffia ma si scontra con una serie di necessità, trasformandosi a volte in un refolo. La questione bagnini resta aperta. Insieme al personale delle cucine gli imprenditori faticano a reclutarli. Le questioni burocratiche con le giuste limitazioni ai “patentini” si infilano nella convinzione diffusa che pochi giovani cercano un lavoro stagionale faticoso nel periodo estivo anche quando sono rispettati contratti e riposi settimanali. Si attendono luglio e agosto affollati e impregnativi e quindi si cerca di ovviare sul personale reclutando addirittura da Pescara i bagnini, come abbiamo osservato a Tarquinia. Scendendo più a sud verso Ladispoli e Cerveteri si vedono le nuove opportunità. Qualche imprenditore del mare prova a “saltare” la Bolkenstein agganciando ai servizi tradizionali delle spiagge l’offerta ricettiva ed alberghiera, blindando entrambe le offerte. Un modo per rendere attrattive queste spiagge ad un turismo straniero non esattamente da sabato o domenica al mare. Si guarda lontano e si investe mentre qualche imprenditore vuole dimenticare eventi come il Jova beach party. Una logica “enorme” che ha portato alla chiusura delle strutture per alcuni giorni. Un imprenditore ha ancora in corso una causa civile e penale contro gli organizzatori.

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