
“Lo Stato deve fare giustizia, altrimenti c’è la giustizia della strada – afferma il padre di Michelle -. Perdono? Non esiste perdono per una roba del genere, lo considererei solo se mi portassero indietro mia figlia. Certe cose non passano, io non vivo più”. Gli inquirenti cercano informazioni anche in alcuni cellulari che vengono ora analizzati dalla polizia per estrapolare i messaggi che contengono le piattaforme più utilizzate dai giovanissimi. Su TikTok, Instagram, ma anche Telegram e altri canali a cancellazione rapida. Si ipotizza che la ragazza sia stata invitata a casa dal suo omicida, probabilmente dopo due telefonate del ragazzo che l’avrebbe esortata ad andare da lui. Inoltre O.D.S. il giorno dell’uccisione di Michelle, sarebbe stato sotto effetto di stupefacenti, forse anche di allucinogeni. In casa sarebbero stati trovati stupefacenti e un piccolo laboratorio artigianale per produrre droga sintentica.






