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mercoledì, Giugno 19, 2024

Pil, parla Giorgetti: “Ci sono segnali di rallentamento”

”Sebbene vi siano segnali di rallentamento per il secondo trimestre, saranno sufficienti modesti incrementi trimestrali, nel corso dell’anno, per superare la proiezione di crescita che si conferma prudente”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando in occasione dell’assemblea dell’Abi. ”In un contesto che ormai da tempo continua ad essere complesso e in rapida evoluzione, l’economia italiana mostra una notevole resilienza e, nonostante le molteplici difficoltà nella primo trimestre dell’anno, la crescita del pil ha continuato a sorprendere al rialzo. Le prospettive per la seconda metà dell’anno – ha aggiunto – dipenderanno principalmente dell’andamento del ciclo internazionale e dalla spinta derivante dagli investimenti privati e da quelli sostenuti dal Pnrr, previsti in aumento”. ”Ritengo indispensabile e urgente – ha continuato – che si raggiunga un accordo per rendere operativo l’allungamento della durata dei mutui a tasso variabile, così da limitare l’impatto talvolta insostenibile dell’incremento delle rate a carico delle famiglie”. La vicenda Eurovita ”ha esso in evidenza le criticità del modello business, sul quale sono necessari analisi ed eventuali interventi normativi, che prevengano situazioni simili in futuro. Inoltre, analogamente a quanto previsto per il settore bancario, uno strumento di garanzia appare necessario anche per il settore assicurativo”. Le banche centrali per ”contrastare la persistente inflazione, registrata nelle principali economie mondiali, hanno adottato politiche monetarie restrittive che stanno iniziando a rallentare la domanda globale. Tale azione è comprensibile, ma parimenti comprensibile è la preoccupazione per gli effetti recessivi su un’economia europea ancora sotto stress, a causa degli shock della pandemia e del conflitto russo-ucraino”. ”In un contesto che appare positivo mi aspetto una rapido avvicinamento tra i margini d’interesse applicati ai crediti erogati a quelli riconosciuti sulle somme accantonate nei conti correnti’. Un adeguamento dei tassi attivi al nuovo contesto che stiamo attraversando rappresenterebbe un’azione equa nei confronti dei clienti e contribuirebbe ad alleviare l’impatto della pressione inflazionistica”.

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