
C’è un dettaglio che gli investigatori verificheranno nelle prossime ore. E che potrebbe emergere dalle analisi dei cellulari e delle chat. Quelle parole di Lavinia, una delle migliori amiche di Michelle Maria Causo. Non 20-30 euro, ma molto di più, 1.500, l’ammontare del debito per droga che il 17enne in carcere con l’accusa di omicidio volontario avrebbe avuto nei confronti della coetanea massacrata a Primavalle. Un’ipotesi ancora tutta da accertare. Comunque una motivazione insufficiente, secondo gli inquirenti, per un delitto così feroce. Aggravato dall’occultamento e dal vilipendio del cadavere. Una decina di coltellate e poi il corpo infilato in un sacco nero dell’immondizia e lasciato, in un carrello, nei pressi di un cassonetto. Il ragazzo avrebbe provato a ripulire la scena del crimine, ma il sangue era ancora visibile, a cominciare dall’androne del palazzo. E proprio nell’appartamento di via Dusmet tornerà nelle prossime ore la squadra mobile. Un sopralluogo per cercare di ricostruire gli ultimi istanti di vita di Michelle. Gli eventuali tentativi da parte dell’aspirante trapper di cercare aiuto da complici. Forse per nascondere il corpo in un parco poco lontano. “Vogliamo giustizia” – hanno ribadito le centinaia di persone che hanno partecipato alla fiaccolata per la 17enne. Domani i funerali.






