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sabato, Giugno 15, 2024

Vicenda Sgarbi, parla il ministro Sangiuliano: “Ho preso le distanze dal sottosegretario”

“Non capisco cosa potrei fare di più energico, essendo un non violento, orgogliosamente non violento, non posso ricorrere ad atti violenti nei confronti del sottosegretario Sgarbi. Io posso solo dire quello che ho detto nelle ore immediatamente successive con grande tempestività: sono da sempre categoricamente lontano dalle manifestazioni sessiste e dal turpiloquio. E credo tantissimo nel ruolo delle donne. Tanto che mi onoro di far parte di un governo che per la prima volta nella storia repubblicana è presieduto da una donna. E io sono assolutamente onorato di poter servire una donna”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, rispondendo durante il question time alla Camera dei Deputati alle interrogazioni sull’incontro tra Vittorio Sgarbi e Morgan nella serata inaugurale dell’Estate al Maxxi. “Io ho preso immediatamente le distanze da quel comportamento”, ha sottolineato Sangiuliano. “Su tema della parità di genere e sul tema del rispetto delle donne sono chilometri e chilometri sono più avanti di voi – ha detto rivolto alle deputate autrici di una interrogazione – quindi lezioni su questo tema non ne accetto”. “Nell’interrogazione i firmatari mi danno atto in maniera chiara di aver preso le distanze dalle affermazioni di Vittorio Sgarbi, anzi aggiungerei nettamente. Io sono da sempre e categoricamente distante da manifestazioni sessiste e dal turpiloquio. Le giudico sempre e in ogni contesto inammissibili e ancor più inammissibili in un luogo di cultura e da parte di chi rappresenta le istituzioni. Il rispetto per le donne è una costante della mia vita e ne vado orgoglioso. Per me essere conservatori significa avere una sostanza e uno stile ma anche un’estetica del comportamento. La libertà di manifestazione del pensiero, che dev’essere sempre garantita a tutti e in maniera ampia trova un limite nel rispetto delle persone, anche le forme dell’espressione non devono mai ledere la libertà altrui. Le istituzioni cuturali devono essere aperte e plurali ma lontane da ogni forma di volgarità. Chi le rappresenta deve mantenere un rigore e deve essere un rigore più alto degli altri. Nella sostanza io ho chiesto a Giuli (il presidente del Maxxi, ndr.) un’articolata spiegazione che spero mi giunga presto su quanto è accaduto”. “Sul piano più culturale ho portato tre copie del romanzo ‘Mistero napoletano’ di Ermanno Rea, un grande scrittore che da giovane se non vado errato fu anche militante del Partito Comunista. Gliene regalo una copia – ha detto rivolto al primo firmatario di una delle interrogazioni sul tema, l’on Federico Fornaro di Leu – se la legga e poi parleremo di questi temi”. “La parità di genere è fra le priorità del Mic”, ha proseguito Sangiuliano rispondendo ad un’altra interrogazione in cui gli si chiedeva conto delle dimissioni nelle scorse settimane di Celeste Costantino dalla guida dell’Osservatorio per la parità di genere del ministero. “L’Osservatorio è un organo fondamentale per raccogliere i dati sull’impiego delle donne nel mondo della cultura e per individuare e attuare efficaci strumenti di intervento”. “Ho già provveduto – ha aggiunto il ministro – alla nomina di una nuova coordinatrice, che è un avvocato importante che si è occupato di difesa delle donne. Anche un altro componente è stato sostituito con un altro avvocato donna che ha esperienza in questo ambito. La prossima settimana l’osservatorio si riunirà e io parteciperò alla riunione, come avevo partecipato alla riunione con la precedente coordinatrice, dando tutta la mia disponibilità. E in quella riunione lei ebbe parole di plauso nei miei confronti. Poi non so perché non l’ho vista più – ha detto riferendosi a Celeste Costantino – non è che non c’è stata disponibilità da parte mia. La disponibilità c’è tutta perché il tema è delicato, è un tema sensibile, sul quale io voglio profondere il massimo impegno. E sarà così”. Infine, il ministro ha ribadito di volersi occupare concretamente del ‘me too’ nel mondo del cinema italiano. “Quando nei mesi scorsi si sono palesati episodi di cronaca, il cosiddetto ‘me too’ nel mondo del cinema, sono stato io, io e non altri, a proporre di togliere i finanziamenti pubblici a quelle aziende cinematografiche che si rendono colpevoli o che avallano comportamenti di questo tipo. Ovviamente un provvedimento di questo genere ha delle vaste e articolate implicazioni di tipo giuridico, quindi non è che lo si costruisce in una note, con un decreto legge, c’è bisogno di studiarlo per evitare che poi si apra un contenzioso giuridico. Ma io intendo portarlo avanti”.

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