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lunedì, Giugno 17, 2024

L’ira della ministra Santanchè: “Indagata? Appreso da media”

“Sono stata oggetto di una campagna di vero e proprio odio nei miei confronti”, ha detto la ministra per il Turismo, Daniela Santanchè nella sua informativa al Senato, dopo le indiscrezioni – in una puntata di Report – su presunte irregolarità delle aziende Visibilia e Ki Group. “Non sono stata raggiunta da alcun avviso di garanzia“, ha voluto subito chiarire. Poi una nota, nel tardo pomeriggio: “Il Ministro Daniela Garnero Santanchè apprende, da comunicati stampa diffusi in data odierna che farebbero riferimento ad informazioni ricevute da fonti interne dalla Procura della Repubblica di Milano, che risulterebbe iscritta nel registro degli indagati (sebbene ciò non risultasse dal certificato a suo tempo estratto nel mese di dicembre 2022)”. “Dai comunicati risulterebbe che tale informazione sarebbe stata resa disponibile ai mezzi di informazione, a seguito della de-secretazione del relativo fascicolo, de-secretazione avvenuta trascorso il periodo di legge di tre mesi dall’inizio delle indagini. In altre parole, la de-secretazione sarebbe stata disposta intorno al mese di gennaio/febbraio 2023, mentre la stessa notizia – mai ricevuta dall’interessata – sarebbe stata fornita ai mezzi di informazione, in concomitanza proprio con l’audizione resa ieri in Senato dal Ministro”. “Oggi più che darvi risposte sono io che dovrei chiedervi con forza delle risposte. Qualcuno dovrebbe dare a me delle risposte. E vi chiedo: è normale che un ministro della Repubblica legga che, secondo un giornale, sarebbe indagato?”, ha aggiunto dopo aver ringraziato “per la solidarietà i ministri e la presidente del Consiglio”. “Sono qui per bloccare la strumentalizzazione politica” che è stata fatta su questa vicenda, “voglio difendere l’onore mio e di mio figlio”, ha quindi detto in Aula. “Non ho mai avuto partecipazione nel settore dell’alimentare biologico, come molti media hanno raccontato, la mia partecipazione in Ki Group non ha mai superato il 5%”, ha detto ancora. “A fronte delle notizie di compensi stratosferici da Ki Group, nel triennio 19-20-21 ho incassato una media di 9mila euro l’anno, 27mila lordi in totale”, ha aggiunto. “I lavoratori dipendenti verranno soddisfatti in tutti i diritti di credito, come previsto dal concordato”, ha poi affermato. E “non mi sono mai appropriata di nulla che non mi appartenesse e non ho mai abusato delle posizione apicali nelle aziende. Sfido chiunque a dimostrare il contrario”. “Ho impegnato tutto il mio patrimonio per salvare le aziende, sfido a trovare qualcuno che faccia lo stesso”, ha affermato aggiungendo: “Gli appunti mossi a Ki Group negli anni 20-22, esulano dal mio impegno. Su Visibilia non sono raggiunta a ora da alcun avviso di reato, men che meno da alcun rinvio a giudizio, che potrebbe muovere critiche al mio operato politico”. “Sono fiera di aver dato lavoro a tante persone”, ha quindi detto in Aula. Dopo la crisi del Covid “molti imprenditori – ha sottolineato – hanno lottato per tenere in piedi le loro aziende, così come ho fatto io. Io credo nelle cose che faccio: non mi sono mai nascosta e ho messo in gioco l’intero mio patrimonio personale”. La mattina mi guardo allo specchio e mi piace quello che vedo riflesso”, ha affermato. “Se ho commesso errori ho già pagato, gli organi fallimentari italiani funzionano bene, magari con un po’ di lentezza”, ha rivendicato. “Come diceva mio padre, ottavo figlio di contadini, solo chi ruba nasconde: e io non ho nulla da nascondere”.

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