
La stagione record del turismo a Roma e l’effetto bancomat sugli operatori del settore. La decisione del Campidoglio di alzare la tassa di soggiorno, ricavando una cinquantina di milioni e portando a 200 l’incasso complessivo dalla presenza dei turisti, sfrutta l’onda lunga della grande bellezza, ma ha sollevato le proteste delle associazioni di categoria. Il ragionamento degli addetti ai lavori è questo: il Campidoglio fa cassa su di noi per ragioni di bilancio, ma non restituisce in servizi, dai trasporti alla pulizia. Gli aumenti scatterebbero da ottobre ma una via d’uscita potrebbe emergere se in gioco rientrassero le case private offerte sulle piattaforme. Per gli albergatori non sono altro che concorrenza sleale. Se invece il Governo decidesse di introdurre sulle offerte on line degli appartamenti e gli affitti brevi il codice unico identificativo si potrebbero ricavare decine di milioni utili a mitigare la tassa di soggiorno. Comunque vada a finire gli imprenditori chiedono che il 10 per cento della tassa sia investito nella promozione turistica, entrando nella partita di Roma and partners, il nuovo strumento pubblico/privato che la Capitale sta utilizzando per promuovere l’immagine della Città eterna.






