mercoledì, Gennaio 28, 2026

Gimbe e Cittadinanzattiva sulla sanità laziale: un bilancio in chiaroscuro

Si chiamano Lea e sono i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie. Rappresentano una specie di minimo garantito della salute pubblica identico su tutto il territorio nazionale. Un minimo sul quale la fondazione Gimbe ha prodotto un focus. Fatto 300 il punteggio massimo la classifica regionale è guidata dall’Emilia romagna (281,2 punti). Il Lazio è decimo, in media con il centro italia, con 235,5 punti con un miglioramento di 9 sul 2020. I settori locali sono omogenei tra prevenzione (80,78), territorio/distrettuale (77,61) e ospedali (77,12). Quasi tutto il Sud (Molise, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) e la Valle d’Aosta si trovano in territorio negativo e la fondazione è preoccupata perchè l’autonomia differenziata prevista dal legislatore potrebbe allargare il divario Nord Sud. La foto di Gimbe si riferisce all’ultimo anno di pandemia, il 2021, mentre il report di Cittadinazattiva fa riferimento al 2022, il primo di normalità. Le prime visite superano il milione e mezzo (per l’esattezza 1.629.522) facendo meglio del 2021 ma non siamo ancora ai livelli prepandemici. Identica la tendenza per gli interventi chirurgici con quasi 37mila operazioni. La criticità più grave arriva dall’oncologia dove i primi accessi sono ancora in calo rispetto alla pandemia (-1449 sul 2021).  Cittadinanzattiva descrive un sistema regionale in recupero ma ancora sbilanciato su Roma. Da qui la richiesta al presidente Rocca di riorganizzare in modo omogeno sul territorio la rete sanitaria.

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