venerdì, Febbraio 20, 2026

Periferie d’estate tra parchi assolati e degrado

A Primavalle, nell’unico spazio verde attrezzato in cui potersi rifugiare dal caldo torrido di questi giorni dove, però, regnano sporcizia e incuria. La città dei parchi gioco senza altalene, dove le cartacce fioriscono nell’erba, le recinzioni sono forzate, le panchine rotte, gli scivoli mozzi, sbarrati perché mancano i pezzi. Quei luoghi che dovrebbero mettere allegria, esser particolarmente curati, sono abbandonati, ricovero di sbandati, un senso di desolazione spinge a stare alla larga dai tanti spazi verdi sotto casa. E’ vero che i bambini si accontentano di niente, un albero, un masso e il gioco è fatto. Ma approffittarsi del loro entusiasmo naturale per lasciare che tutto marcisca è una prepotenza da adulti. Ne spariranno 60 ha annunciato il Campidoglio, per «degrado e manutenzione troppo costosa», quel che è rimasto sarà abbattuto. A girare per la città, lo scenario è apocalittico. Una sequela di torrette gialle rosse e verdi rattoppate e piene di scritte, percorsi in legno, bilici e saliscendi, a un passo dal crollo. Dal centro all’estrema periferia. Recinzione rotta, come pure l’altalena nel parchetto Ferratella, viale Cesare Pavese angolo viale Oceano Atlantico, sta messo molto peggio il giardino Armando Spatafora in via Salisburgo: recinzione rotta anche qui, rifiuti ovunque, panchine distrutte, scheletri di altalene. Dondolarsi non si può, il gioco più attuale è la gimkana tra buste, cartacce, immondizia. «Prima dell’estate abbiamo raccolto 10 euro ciascuno nel quartiere – racconta una signora – per pagare una ditta che lo ripulisse a spese nostre. Ma vedo che è sempre una latrina».
Come pure in via Tommaso Marinetti incrocio con via Joyce a Fonte Ostiense versa nel più completo abbandono l’area verde che dà sulla strada. Erba alta, incolta, altalene senza catene, massi pericolosi posti alla base dei giochi.

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