
Perizie tecniche sugli impianti per ricostruire la dinamica dell’incidente. Elementi da cristallizzare per capire cosa abbia trasformato una giornata di festa in una tragedia. Arrivano i primi indagati nell’inchiesta della Procura di Tivoli sulla morte del piccolo Stepan, risucchiato da un tubo di scarico giovedì scorso alle Terme di Cretone. Il fascicolo aperto per omicidio colposo era inizialmente a carico di ignoti. Ma in vista dell’autopsia sul corpo del bambino di 8 anni, che si terrà domani all’istituto di medicina legale del Policlinico Umberto I, e degli altri accertamenti disposti dai pm sono stati notificati alcuni avvisi di garanzia. Quattro al momento gli indagati, i due titolari della struttura di Palombara Sabina, posta sotto sequestro e i responsabili della sicurezza. Due i punti fondamentali sotto la lente degli inquirenti. Il piccolo era nella vasca quando giovedì, dopo le 18, sono partite le procedure di svuotamento, con lui c’era la sorellina che ha dato l’allarme, mentre i genitori erano a bordo piscina. Quindi la pulizia è iniziata con i clienti ancora nella struttura. E poi c’è da chiarire perché il tubo non avesse una grata, un elemento che avrebbe potuto salvare la vita di Stepan.






