domenica, Febbraio 22, 2026

“Non volevano pagare straordinari”, così uno dei bagnini dell’impianto termale

Sulla tragedia delle Terme di Cretone incomberebbe una questione di costi da gestire e contenere. Bisognava che la piscina fosse vuota entro le 20 e per far prima si toglieva la grata. Non volevano pagare gli straordinari. Questa sarebbe la dichiarazione di uno dei bagnini al legale, Alessandro Palombi, nonché sindaco di Palombara, che lavoravano al complesso termale dove sabato scorso ha trovato la morte il piccolo Stephan. Il bambino russo di otto anni rimasto incastrato nel tubo di svuotamento della piscina principale nelle operazioni di svuotamento e pulizia degli impianti. La forza della turbina lo ha trascinato nello scarico. L’autopsia ha confermato che il decesso è avvenuto per annegamento. “Quella grata non si è mai vista” così ha dichiarato ad Alessandro Palombi il ragazzo, uno dei quattro iscritti nel registro degli indagati della procura di Tivoli, l’altro bagnino e i due amministratori per omicidio colposo. L’annuncio dagli altoparlanti che invitava gli ospiti a uscire dall’acqua per l’inizio dello svuotamento è stato dato intorno alle 18.20 e nessuno avrebbe visto persone in acqua. Le terme sabine sono sotto sequestro. Il fascicolo depositato alla procura di Tivoli è per omicidio colposo. Quattro finora gli iscritti al registro degli indagati: i due amministratori e due giovanissimi bagnini in servizio quel giorno. Sarebbe stato uno di loro, a riferire dei momenti drammatici della tragedia. Secondo alcuni testimoni l’annuncio dell’inizio dello svuotamento delle piscine era stato dato regolarmente. Intanto Il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, Musumeci, ha convocato nei prossimi giorni un incontro con i tecnici del settore per una verifica sulla normativa di sicurezza degli impianti. il servizio è di Antonia Moro.

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