lunedì, Aprile 27, 2026

Colpo di Stato in Gabon, militari annunciano in tv l’annullamento delle elezioni

In Gabon un gruppo di una decina di soldati ha annunciato con un comunicato stampa letto sul canale televisivo statale Gabon 24 l’annullamento delle elezioni e lo scioglimento di “tutte le istituzioni della Repubblica” del paese dell’Africa centrale. L’autorità elettorale nazionale aveva appena annunciato la rielezione, con il 64,27% dei voti, per il terzo mandato del presidente del Gabon, Ali Bongo Ondimba, al potere da 14 anni.

I militari: “Poniamo fine all’attuale regime”

Subito l’opposizione aveva definito l’elezione truccata. Il rovesciamento del presidente metterebbe fine al potere della sua famiglia in Gabon, durato 53 anni. “Abbiamo deciso di difendere la pace ponendo fine all’attuale regime” causato da “un governo irresponsabile e imprevedibile che provoca un continuo deterioramento della coesione sociale che rischia di portare il Paese nel caos”, ha dichiarato uno dei soldati apparsi in tv intervenendo a nome del “Comitato per la transizione e il ripristino delle istituzioni”.

Chiuse le frontiere del Paese

Dopo l’annuncio del colpo di Stato, forti spari sono stati segnalati nella capitale gabonese Libreville. I militari hanno deciso anche la “chiusura delle frontiere fino a nuovo ordine”.

Farnesina invita gli italiani alla prudenza

Il ministero degli Esteri segue la situazione in Gabon e invita alla “prudenza” gli italiani che si trovano nel Paese. “La Farnesina monitora l’evoluzione della situazione nel Paese. Ambasciata a Libreville operativa. Invitiamo i connazionali alla prudenza. Per qualsiasi emergenza o segnalazione è possibile contattare la nostra Unità di Crisi al numero +39 06 36225”, scrive il ministero su X. 

Tajani: “Italia impegnata per una soluzione diplomatica”

“L’Italia – ha fatto sapere il ministro Antonio Tajani – continua a essere impegnata per una soluzione diplomatica della crisi in Niger e anche della più recente in Gabon, lavorando in stretto coordinamento con i partner”. E’ “fondamentale – ha aggiunto – che i Paesi europei mantengano una piena unità d’intenti nella ricerca di una via d’uscita pacifica che assicuri pace e  stabilità all’intera regione del Sahel, lavorando d’intesa coi partner regionali”.

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