venerdì, Febbraio 20, 2026

Tmb di via Salaria: si va verso un centro di recupero e riciclo dei materiali

Si va verso lo sviluppo del progetto definitivo per il recupero degli spazi dell’ex Tmb Salario, nel Municipio III di Roma, e chiuso definitivamente dal 2019 dopo essere andato a fuoco più volte. Il piano rifiuti comunale prevede la realizzazione di un centro di recupero e riciclo dei materiali, finanziato con 4 milioni di euro di fondi giubilari. Nei tre ettari di spazio disponibile è prevista la creazione anche di un Centro di raccolta e di un impianto da 30.000 tonnellate annue per il trattamento ed il recupero delle cosiddette “terre di spazzamento”, cioè il residuo composto da terra, sabbia, foglie, carta e plastica e che proviene dal lavoro delle spazzatrici durante la pulizia delle strade. “A termine di un procedimento di selezione e lavaggio del residuo l’impianto consente di recuperare oltre il 90 per cento dei materiali in ingresso, che vengono prevalentemente utilizzati come materie prime e seconde. Una tecnologia all’avanguardia già presente in altre città d’Italia come Milano (30.000 tonnellate) e Venezia (70.000 tonnellate), ha spiegato l’assessora ai Rifiuti capitolina, Sabrina Alfonsi. Intanto l’azienda comunale Ama – secondo la consigliera municipale di Fratelli d’Italia, Giordana Petrella – ha avviato richiesta alla Regione Lazio per ottenere la Valutazione di impatto ambientale per lo sviluppo dell’impianto destinato alle terre di spazzamento. “Sembra che Ama abbia chiesto a maggio scorso la procedure di Via per un impianto di trattamento delle terre di spazzamento che vengono raccolte in tutta la città, ovvero un impianto che verrebbe installato nell’ex fossa del Tmb e che tratterebbe 30.000 tonnellate all’anno, 100 tonnellate al giorno che entrerebbero di nuovo nell’area di via Salaria”, ha affermato Petrella. Secondo Fd’I l’impianto comporterebbe diverse problematiche territoriali. Stesse perplessità quelle del capogruppo in Campidoglio di “Roma Futura” ed ex presidente del Municipio III, Giovanni Caudo. Secondo l’assessora Alfonsi “l’impianto sarà un grande hub cittadino dedicato all’economia circolare e alla sostenibilità. Un centro per il recupero e il riciclo dei Raee (rifiuti elettronici, ndr) e materiali diversi, un centro del riuso per l’educazione e la formazione alla sostenibilità, aperto a tutti, che punta sullo sviluppo delle competenze e delle filiere green, dalle ciclofficine alle sartorie sociali, dai laboratori per la riparazione degli elettrodomestici passando per l’artigianato del legno, del vetro e del ferro”. L’obiettivo della giunta comunale è “favorire la riduzione della produzione dei rifiuti che oggi superano il milione e 700.000 tonnellate annue”. 

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