
Gli Usa, attraverso l’amministrazione del presidente americano Joe Biden ha approvato per la prima volta gli aiuti militari diretti degli Stati Uniti a Taiwan, nell’ambito del programma di assistenza ai governi stranieri. Il Dipartimento di Stato ha informato il Congresso sul pacchetto da 80 milioni di dollari, destinato a far salire le tensioni con Pechino perché da 50 anni gli Usa riconoscono ufficialmente solo la Cina, anche se Washington, ai sensi del Taiwan Relations Act, è tenuta alla fornitura di armi a Taipei per la sua difesa. Se la vendita di armi a Taiwan ha sempre avuto il carattere delle transazioni commerciali, il ricorso al programma degli aiuti militari diretti non implica alcun riconoscimento della sovranità di Taipei, ma l’opportunità di mantenere una sufficiente capacità di autodifesa. Il ministero della Difesa di Taiwan ha espresso gratitudine in una breve dichiarazione, secondo cui “gli aiuti contribuiranno alla pace e alla stabilità regionale”. Negli ultimi mesi Stati Uniti e Cina hanno ripreso il dialogo con la speranza di portare maggiore stabilità alle relazioni bilaterali scivolate ai minimi degli ultimi decenni, ma Taiwan rimane un chiaro punto di attrito forte, la prima linea rossa che non va superata, secondo Pechino. La Cina ha tenuto importanti manovre militari per tre volte in poco più di un anno intorno all’isola, in risposta alle interazioni dei leader taiwanesi con gli Stati Uniti, aumentando la prospettiva che stia preparando le mosse per un’invasione.






