lunedì, Aprile 27, 2026

Il Papa: “Le religioni sono chiamate a offrire al mondo armonia”

“La chiusura, l’imposizione unilaterale, il fondamentalismo e la forzatura ideologica rovinano la fraternità, alimentano tensioni e compromettono la pace”, ha detto papa Francesco a Ulan Bator, nel terzo giorno del suo viaggio pastorale in Mongolia. Nell’incontro ecumenico e interreligioso con i leader delle confessioni presenti nel Paese ha sottolineato che “l’altruismo costruisce armonia e dove c’è armonia c’è intesa, prosperità, bellezza”. Il Pontefice ha spiegato che “le religioni sono chiamate a offrire al mondo questa armonia, che il progresso tecnico da solo non può dare, perché, mirando alla dimensione terrena, orizzontale dell’uomo, rischia di dimenticare il cielo per il quale siamo fatti”. “Cari fratelli e sorelle, la nostra responsabilità è grande, specialmente in quest’ora della storia, perché il nostro comportamento è chiamato a confermare nei fatti gli insegnamenti che professiamo; non può contraddirli, diventando motivo di scandalo. Nessuna confusione dunque tra credo e violenza, tra sacralità e imposizione, tra percorso religioso e settarismo”, ha affermato il Pontefice durante l’incontro con i rappresentanti delle confessioni presenti in Mongolia. “Cari fratelli e sorelle, la nostra responsabilità è grande, specialmente in quest’ora della storia, perché il nostro comportamento è chiamato a confermare nei fatti gli insegnamenti che professiamo; non può contraddirli, diventando motivo di scandalo. Nessuna confusione dunque tra credo e violenza, tra sacralità e imposizione, tra percorso religioso e settarismo”, ha affermato il Pontefice durante l’incontro con i rappresentanti delle confessioni presenti in Mongolia. Questa è la strada che la Chiesa cattolica intende percorrere, è la conferma di Francesco, “credendo fermamente nel dialogo ecumenico, interreligioso e culturale”, offrendo a persone e culture il tesoro rappresentato dalla sua fede e “rimanendo in atteggiamento di apertura e ascolto di quanto le altre tradizioni religiose hanno da offrire”. Il dialogo infatti non appiattisce le differenze, ma aiuta a comprenderle, le preserva nella loro originalità e le mette in grado di confrontarsi per un arricchimento franco e reciproco. “Fratelli e sorelle, il nostro trovarci qui oggi è segno che sperare è possibile. In un mondo lacerato da lotte e discordie, ciò potrebbe sembrare utopico; eppure, le imprese più grandi iniziano nel nascondimento, con dimensioni quasi impercettibili” ha ammonito Papa Francesco. “Facciamo fiorire questa certezza, che i nostri sforzi comuni per dialogare e costruire un mondo migliore non sono vani – ha esortato -. Coltiviamo la speranza. Le preghiere che eleviamo al cielo e la fraternità che viviamo in terra nutrano la speranza; siano la testimonianza semplice e credibile della nostra religiosità, del camminare insieme con lo sguardo rivolto verso l’alto, dell’abitare il mondo in armonia, come pellegrini chiamati a custodire l’atmosfera di casa”.

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