giovedì, Febbraio 19, 2026

(Quasi) tutti gli obelischi arrivavano a Roma  

OBELISCO MONTECITORIO

Collocato nell’omonima piazza e alto 22 metri, fu edificato in onore di Psammetico II a Eliopoli. Portato da Augusto, insieme all’obelisco Flaminio, fu collocato come gnomone (l’asta della meridiana che proietta l’ombra sul suolo) nell’Orologio solare in Campo Marzio. Crollò a causa di un incendio, ma Pio VI lo fece rialzare nella attuale sede nel 1792.

OBELISCO DEL MONUMENTO AI CADUTI DI DOGALI

In granito rosso, fu eretto a Eliopoli da Ramsete II nel XIII secolo a.C. e trasportato a Roma nel I secolo d.C. dall’imperatore Domiziano per ornare il Tempio di Iside. Nel 1883 fu rinvenuto in via di Sant’Ignazio, presso il Convento di Santa Maria sopra Minerva, e completamente dissotterrato dall’archeologo Lanciani. L’obelisco venne restaurato e dedicato come monumento commemorativo ai caduti della battaglia di Dogali, in Eritrea. Nel 1925 fu spostato nei giardini presso via delle Terme di Diocleziano e criticato a causa delle dimensioni troppe piccole (17,7 metri). Per questo venne installato un piedistallo in granito di Baveno per rialzarlo di ulteriori due metri.

OBELISCO DELL’ELEFANTE

Si trova al centro di Piazza della Minerva, posizionato su un elefante. Venne ritrovato nel 1665 nell’area del vicino Tempio di Iside. Si tratta del più piccolo obelisco di Roma: alto 5,4 metri, con il suo basamento, l’elefantino, e la croce supera i 12 metri. Il progetto iniziale fu presentato dai frati Domenicani, a cui appartenevano la Chiesa e il convento che si affacciano sulla piazza, ma fu bocciato dal Pontefice che decise di affidarsi al Bernini. L’impostazione scelta dallo scultore fu duramente criticata dai Domenicani per non avere inserito, sotto la pancia dell’animale, un sostegno alla struttura, mettendo così a repentaglio la stabilità dell’obelisco. Bernini fu costretto a realizzare un riempimento in pietra ma si narra che, per ripicca, concepì l’elefantino in modo che volgesse il posteriore verso il convento, accentuandone la posa irriverente con la coda leggermente spostata e con il movimento all’indietro della proboscide.

OBELISCO DI VILLA CELIMONTANA

Proveniente da Eliopoli, inizialmente decorava un piccolo Tempio di Iside sul Campidoglio. Nel XVI secolo è stato spostato in quanto non era contemplato nella nuova piazza michelangiolesca. Il Senato Romano lo ha donato, nel 1582, a Ciriaco Mattei, che lo ha sistemato nella sua villa sul Celio, Villa Celimontana, in via della Navicella.  È costituito da due blocchi di due epoche differenti, la superiore è originale e risale all’epoca del faraone Ramsete.

OBELISCO VATICANO

Posto al centro della di piazza San Pietro nel 1586, per volere di Sisto V, è alto 25 metri ma con il basamento e la croce alla sommità raggiunge i 40 metri. Portato a Roma da Caligola, fu inizialmente collocato nel Circo di Caligola e Nerone. È fatto di granito rosa e non ha geroglifici incisi sopra. È l’unico degli obelischi di Roma a essere rimasto sempre in piedi, mentre tutti gli altri hanno subito incidenti, restauri o spostamenti.

OBELISCO DELLA FONTANA DEI FIUMI

Collocato a piazza Navona, è detto obelisco Agonale. Realizzato per ordine di Domiziano, imitando i modelli egiziani, fu decorato a Roma con iscrizioni originali scritte in geroglifici e con una rappresentazione dell’imperatore tra due divinità. Inizialmente venne posizionato ad Albano e poi nel Circo di Massenzio sull’Appia Antica. Solo nel 1651, durante il pontificato di Papa Innocenzo X, fu collocato sopra la Fontana dei Quattro Fiumi. Sulla sommità è stata posta una colomba, simbolo dei Pamphilj, assunta a emblema dello Spirito Santo.

OBELISCO DEL QUIRINALE

Situato sulla piazza del Quirinale fa parte della fontana dei Dioscuri. Realizzato in Egitto con granito rosso di Assuan, fu trasportato a Roma probabilmente all’epoca di Domiziano e collocato davanti al Mausoleo di Augusto. Il fatto di non avere iscrizioni fa presumere che la sua costruzione non sia così antica come la maggior parte degli obelischi egizi. Venne ritrovato nel 1527, alle fondamenta dell’Ospedale di San Rocco a Ripetta durante la demolizione dell’antico fabbricato, ed eretto nel 1786 per volere del papa Pio VI.

OBELISCO ESQUILINO

Collocato a piazza dell’Esquilino, alle spalle dell’abside della Basilica di Santa Maria Maggiore, al centro del rione Esquilino dal quale prende il nome. Fu realizzato probabilmente all’epoca di Domiziano a imitazione degli obelischi egiziani e collocato, insieme a quello del Quirinale, all’ingresso del Mausoleo di Augusto. Fu ritrovato nel 1527 e collocato, nel 1587, nella sede attuale dall’architetto Domenico Fontana.

OBELISCO DI TRINITA’ DEI MONTI

È una imitazione romana, dell’epoca dell’imperatore Aureliano, degli obelischi egizi dell’età di Ramses II. Nato senza epigrafe venne inciso con la copia di un’iscrizione di età faraonica. In granito rosso, alto 13,9 metri, recava le iscrizioni di Seti I e Ramses II ricopiate dall’obelisco di Augusto in piazza del Popolo, ma gli scalpellini che eseguirono i geroglifici capovolsero alcuni segni. Venne innalzato nell’attuale sede, in cima alla scalinata che sale da piazza di Spagna, nel 1789, per volontà di papa Pio VI.

OBELISCO DEL PINCIO

Ha avuto diverse collocazioni nel corso dei secoli, fino a quando nel 1822 venne posizionato sulla terrazza del Pincio per volere di Papa Pio VII. Fatto realizzare dall’imperatore Adriano venne ritrovato vicino alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, nei pressi delle mura Aureliane, da qui il nome di Obelisco Aureliano.  È l’unico che porta, in geroglifico, la trascrizione del nome di Roma.

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