lunedì, Aprile 15, 2024

L’Ukiyo-e di Sidi Larbi Cherkaoui dà il via al Romaeuropa Festival

Con uno spettacolo ipnotico che vuole condividere “dolcezza” si apre domani, 6 settembre, l’edizione numero 38 del Romaeuropa Festival. In scena nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” Sidi Larbi Cherkaoui e il balletto di Ginevra, il Ballet du Grand Théâtre de Genève, con UKIYO-E, le ‘immagini del mondo fluttuante’. “È di dolcezza che il mondo ha bisogno- ha spiegato in conferenza Cherkaoui- Per trovare la dolcezza è necessaria molta concentrazione, trovare violenza invece è molto più facile”. Il grande coreografo fiammingo celebra l’essere umano, la sua capacità di reagire alle continue mutazioni e fratture del presente, attraversando una geografia fluttuante di suoni, immagini, movimenti. La prima nazionale, in replica anche il 7 settembre, appare come una bussola per orientarsi all’interno del programma del REF2023, che quest’anno si muove su ‘Le geografie del nostro tempo’. Dal 6 settembre e fino al 19 novembre un cartellone con 90 spettacoli, 30 repliche e oltre 500 artisti provenienti da 34 paesi che porteranno nella Capitale musica, danza, teatro, nuovo circo, creazione per l’infanzia e arti digitali. Un ‘atlante della creatività contemporanea’ che si compone grazie al supporto del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, di Roma Capitale e della Camera di Commercio di Roma e che si irradia in altrettanti percorsi costruiti in rete con le più prestigiose realtà nazionali e internazionali. Ukiyo-e è realizzato, non a caso, con il sostegno della Repubblica e del Cantone di Ginevra, della Città di Ginevra e dell’Istituto Svizzero per la presenza delle danzatrici e dei danzatori del celebre Balletto ed è presentato nell’ambito del focus dedicato alla creazione artistica fiamminga articolato grazie alla partnership triennale avviata con Flanders State of The Art. Lo spettacolo rappresenta, inoltre, il primo appuntamento del percorso che il REF2023 dedica alla grande danza contemporanea con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, progetto con il quale la celebre maison sostiene la creazione coreutica e di cui Romaeuropa è, per il secondo anno, unico partner italiano. Sidi Larbi Cherkaoui ha costruito Ukiyo-e non solo come un invito ad esplorare la bellezza creata dall’essere umano ma anche come il districarsi di un insieme di connessioni che disegnano una mappa fatta di linguaggi ed estetiche, incontri e dialoghi, comunità e cooperazione. Per dare vita a questa meditazione il coreografo ha scelto di rivolgersi al Giappone e in particolare all’Ukiyo-e, letteralmente: immagini del mondo fluttuante, stile artistico sviluppatosi durante la cosiddetta era Edo (1603-1868). Uki(fluttuante) yo(mondo) è espressione di un nuovo stile di vita leggero, fugace, noncurante ma non meno melanconico, riflesso delle nuove classi sociali di città come Edo (attuale Tokyo), Osaka e Kyoto capaci, a loro modo, di distaccarsi dalla rigidità del sistema feudale che permeava il resto del paese radunandosi intorno ai teatri, ai luoghi del piacere, alla natura, alla moda e ben rappresentate nelle celebri stampe serigrafiche che influenzarono i grandi pittori francesi dell’Ottocento (Degas, Manet, van Gogh). “L’Ukiyo-e è una forma democratica di rappresentare il mondo, di creare qualcosa che rimarrà per sempre- spiega Cherkaoui- Come nella coreografia, la riuscita dell’opera è affidata al gruppo di persone che lavora insieme. Penso sia una rappresentazione perfetta del modo in cui lavoro”.
In scena nella Cavea dell’Auditorium 18 interpreti e una crew internazionale danno vita a una coreografia impetuosa articolata nell’universo di colori dei costumi disegnati da Yuima Nakazato o del movimento delle scale realizzate dallo scenografo newyorkese Alexander Dodge. Fluttuante e continuamente in movimento, questo elemento architettonico, ispirato alle geometrie di Escher, rafforza l’idea di sospensione che attraversa l’intera pièce. “Spesso le mie scenografie- continua Cherkaoui- mutano di forma e di significato. In questo caso le scale disegnate con Dodge divengono metafora di questa sensazione di galleggiamento. Vengono spinte diventando delle barche, un’unica grande nave, un porto, un tempio, delle pareti che ci rinchiudono o che ci tengono al sicuro”. Al centro di questo spazio il dialogo con la musica affidato al franco-vietnamita Alexander Dai Castaing, al polacco Szymon Brzóska, alla cantante Kazutomi ‘Tsuki’ Kozuki e al maestro del Taiko Shogo Yoshii. “È eccitante giocare con queste differenti canzoni tradizionali e immergerle nell’elettronica, lasciarle dialogare con la musica classica occidentale o contemporanea. Credo sia necessario osare, collegare idee più grandi e ho cercato di sfidare i compositori a pensare in modo più ampio”. Perchè Ukiyo-e non è solo un omaggio alla cultura giapponese, ma l’immagine del personale ‘mondo fluttuante’ che da sempre ispira l’artista fiammingo: “Guardare questo mondo che fluttua è come guardare il mare- conclude il coreografo- vorrei che il pubblico sentisse la sua pace, capisse che non sta cercando di dirci nulla se non che tutto è destinato a cambiare, Ukiyo-e è come una cerimonia carica di speranza. Ci invita ad una posizione di contemplazione e di ascolto”.

(Fonte: Agenzia Dire, www.dire.it)

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