domenica, Aprile 21, 2024

A Roma dipendenti comunali sul piede di guerra. Dai nidi agli uffici è sciopero

Dalle progressioni verticali “gestite discrezionalmente e che lasciano grandi margini d’incertezza per tutte le figure professionali”, alla grave situazione organizzativa di nidi e scuole dell’infanzia comunali. Sono sul piede di guerra i dipendenti capitolini che nei giorni scorsi hanno affollato le sale del Campidoglio per le assemblee sindacali. L’ultima indetta da SGB che ha annunciato l’avvio dell’opposizione alla gestione del personale del sindaco Roberto Gualtieri. A preoccupare soprattutto le condizioni del settore educativo scolastico: a Roma, nonostante le ultime assunzioni, mancano maestre ed educatrici. Non ci sono nemmeno fondi adeguati per le sostituzioni. Sta generando caos poi l’introduzione della figura del “coordinatore pedagogico” che rischia di sovrapporsi alle esistenti poses, ossia coloro che coordinano le attività didattiche, esercitando un ruolo di raccordo tra uffici municipali e dipartimentali. Nel concorso interno all’amministrazione in 180 (su un bacino di 300) ambiscono al titolo ma non si sa ancora come si inseriranno nell’organico. Su questo punto pende anche il ricorso della Cgil sulla procedura delle progressioni verticali. “I nidi e le scuole dell’infanzia si ritroveranno anche una disorganizzazione degli orari che obbligherà le lavoratrici a oltrepassare i limiti contrattuali, ma senza il pagamento dello straordinario”, sottolinea il sindacato generale di base.
Il 1 settembre anche Usb e Cobas avevano raccolto nella Protomoteca del Campidoglio circa 500 insegnanti di nidi e materne. “Il piano prospettato dall’amministrazione prevede il taglio delle supplenze e il ricorso alla flessibilità del personale dipendente. Si sommano problematiche annose alle recenti riforme contrattuali con cui sono stati introdotti nuovi profili nell’area dei funzionari, con effetti deleteri sull’organizzazione dei sei servizi. Il personale sia di ruolo sia in sostituzione è allo stremo”, avevano sottolineato i sindacati. “Le risorse sono troppo scarse per garantire un servizio decente alla collettività”. Da qui per tutti la conferma e il rilancio dello stato di agitazione “per le vicende specifiche del settore scolastico-educativo bloccando ogni tentativo di superamento dell’orario contrattuale, poiché – ha sottolineato SGB – lesivo non solo della dignità della funzione didattica ed educativa, ma anche della tutela della salute e della sicurezza tanto delle insegnanti e delle educatrici che dei bambini e delle bambine”. In più, in occasione della mobilitazione generale del sindacalismo di base, il 20 ottobre sarà sciopero. A rischio i servizi negli uffici, nei nidi e nelle scuole dell’infanzia di Roma Capitale.

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