
Oggi, mentre in quasi tutta Italia le scuole riaprono, 17 bambini che avrebbero dovuto iniziare la prima media presso l’Istituto Comprensivo Montessori Pini di Roma si ritrovano senza classe e senza scuola. Una situazione dovuta a una serie di complicazioni – scrivono i genitori dei ragazzi – “burocratiche e, probabilmente, alla difficoltà della scuola stessa nel comunicare un progetto di sperimentazione: le medie Montessori, nonostante questo progetto abbia ricevuto un incredibile feedback positivo dalle famiglie che vi hanno partecipato”. Per creare attenzione su questa situazione hanno scritto la lettera aperta che segue:
Lettera aperta dei genitori delle Scuola Media Montessori-Pini di Roma al Presidente del Consiglio On. Giorgia Meloni e al Ministro dell’Istruzione e del Merito On. Giuseppe Valditara
Illustre Signor Presidente On. Giorgia Meloni,
Illustre Signor Ministro dell’Istruzione e del Merito On. Giuseppe Valditara, Come certamente saprete c’è una scuola a Roma dalla quale è partita più di un secolo fa, per iniziativa di Maria Montessori, una delle esperienze pedagogiche più apprezzate e diffuse nel mondo. Quella scuola esiste ancora ed è oggi l’Istituto Comprensivo Montessori “Maria Clotilde Pini” che ospita anche la Casa dei Bambini dalla quale tutto è iniziato nel 1907. Una scuola pubblica interamente a metodo Montessori in cui si sono formati migliaia di bambine e bambini nel segno dello sviluppo dell’autonomia, della responsabilità e dell’inclusione. Una scuola che rappresenta un simbolo nazionale all’estero, meta di ricercatori e studiosi da tutto il mondo. Ma soprattutto e semplicemente una scuola in cui l’apprendimento e la crescita è un momento di gioia e condivisione. Che il metodo di Maria Montessori potesse, anzi dovesse, essere applicato anche alla pre-adolescenza è un’eredità che lei stessa aveva fortemente indicato, sviluppando il concetto del pre-adolescente neo-nato sociale: “in questo periodo dovrebbero svilupparsi i sentimenti di giustizia e di dignità personale, ossia i caratteri più nobili, che devono preparare l’uomo a divenire un essere sociale”. Ecco, quindi che la scuola media Montessori oggi può rappresentare un valido strumento per contribuire a comprendere e intervenire sui preoccupanti comportamenti di adolescenti che alimentano anche le cronache quotidiane. L’avvio di una sperimentazione dell’applicazione del metodo Montessori alla scuola media è un’esperienza importante che si sta svolgendo a livello nazionale e alla quale l’IC Montessori Pini ha aderito senza indugi, con la consapevolezza che in una scuola interamente a metodo la sperimentazione può dare risultati davvero eccezionali. Lo sanno i ragazzi che lo scorso anno hanno iniziato questa straordinaria esperienza e lo sappiamo noi genitori che abbiamo fortemente voluto che i nostri figli intraprendessero questo percorso. Lo sanno i docenti formati al metodo che hanno contribuito con la loro preparazione, la loro dedizione ed il loro entusiasmo a portare a termine un anno scolastico entusiasmante. Quella appena descritta è l’inizio di una storia di successo che rischia tuttavia di infrangersi contro l’esercizio meccanico della gestione della scuola. Ostacoli giuridico-amministrativi non stanno, infatti, consentendo l’attivazione della nuova prima media e la prosecuzione della seconda classe con la garanzia della continuità didattica con il metodo Montessori. Non chiediamo di andare contra legem, ma di ispirarsi al senso di responsabilità e autonomia che le istituzioni hanno già dimostrato con l’attivazione della prima media per l’anno scolastico 2022-2023. Consentire la continuazione della sperimentazione nella scuola dove tutto è iniziato permetterebbe di coniugare l’alto valore simbolico di Maria Montessori, tra le “donne che hanno osato, per impeto, per ragione, o per amore”, con la possibilità concreta di continuare un’esperienza formativa che le nostre ragazze e i nostri ragazzi stanno vivendo o si apprestano a vivere con la gioia della partecipazione e dell’inclusione. Quella stessa inclusione che Lei signora Presidente ha ricordato nel suo discorso di insediamento con riferimento al contributo che Maria Montessori diede a spalancare “i cancelli dell’istruzione alle bambine di tutto il Paese”. Su questo solco, l’esperienza in corso nella nostra scuola ha ad esempio aperto la possibilità a ragazzi che fuggono dalle guerre, attraverso i corridoi umanitari, di trovare un luogo di serenità in cui crescere ed integrarsi. E’ per questo che chiediamo al Governo di intervenire a tutela dei nostri figli, non consentendo a vincoli burocratici di interrompere il percorso intrapreso, perché solo la continuità di questo percorso potrà consentire il loro definitivo superamento. Come famiglie stiamo vivendo questi giorni che precedono l’inizio delle attività didattiche non con la consueta gioia dell’avvio di un nuovo anno, ma con un forte senso di preoccupazione e sospensione per il futuro. Riteniamo assurdo che solo a pochi giorni dall’avvio della scuola veniamo a sapere che la prima media non partirà, con tutti i disagi collegati al ricollocamento dei ragazzi nelle altre scuole non a metodo del quartiere (che si sta già rivelando particolarmente difficile per mancanza di posti), alla perdita di una valida opportunità e alla delusione delle aspettative. E che per la seconda media non è garantita la continuità didattica a metodo, che comporterebbe la fine inspiegabile del progetto. Ecco perché come genitori siamo anche molto preoccupati per le ripercussioni psicologiche che l’interruzione del progetto potrebbe avere sui nostri figli, che hanno investito molto in questo percorso per la creazione di un gruppo eterogeneo, ma molto coeso. Si trovano a vivere una fase delicatissima della loro crescita, e rischiano ora di percepire come un fallimento personale il fallimento del progetto e di viverlo in maniera traumatica, soprattutto per chi ha fatto un maggiore sforzo di integrazione sociale, linguistica e culturale. Troppo spesso sentiamo dire che la scuola pubblica va a rotoli. La Scuola Media Montessori Pini è la dimostrazione che la scuola pubblica è fatta di persone che la rendono eccellente e che sono l’orgoglio e la speranza per il futuro dei nostri figli. Più delle parole valgono i fatti e confidiamo nel sostegno che vorrete darci e vi aspettiamo per una lezione aperta a classi unificate!”
Grazie.






