martedì, Febbraio 24, 2026

Agguato a Tor Bella Monaca, ore cruciali per le indagini

Indizi, sospetti. Elementi ancora insufficienti però per concretizzarsi in un fermo. Sono ore cruciali per le indagini sull’omicidio di Daniele di Giacomo, freddato con quattro colpi di pistola giovedì pomeriggio a Tor Bella Monaca. Al centro dei primi accertamenti sono finiti due fratelli. La figura centrale è un 30enne. Pregiudicato, amicizie con famiglie che contano nel quartiere come gli Sparapano. E’ stato rintracciato a Fiuggi dalla polizia. Gli investigatori lo hanno sentito a lungo, aveva avuto una relazione con la ragazza che si trovava in compagnia di Di Giacomo ed è stata ferita durante l’agguato. Una possibile ritorsione per motivi personali come primo scenario dell’omicidio. Un’ipotesi, non l’unica, su cui però ancora si cercano riscontri. Il 30enne alla fine è stato rilasciato. Ma nelle ore precedenti mentre cercavano lui, in un’altra casa, i poliziotti si sono imbattuti nel fratello. E’ stato arrestato per porto d’armi abusivo e poi rimesso in libertà perché durante la perquisizione, in cantina, è stata trovata una pistola calibro 9. Non è chiaro a chi appartenesse, né sia l’arma utilizzata per il delitto. Punti ancora oscuri. A due giorni dall’omicidio non ci sono certezze, resta il dolore della famiglia della vittima e tanta rabbia che potrebbe trasformarsi in vendetta.

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