venerdì, Aprile 24, 2026

Libia, a Derna sono almeno 11.300 i morti e 10mila le persone scomparse

Asei giorni dalla devastazione provocata dall’uragano Daniel, si aggrava sempre più il bilancio dei morti a Derna, nella Libia orientale. Impressionanti le cifre: secondo la segretaria generale della Mezzaluna Rossa, Marie el-Drese, citata dall’Ap, 11.300 persone sono rimaste uccise dalle inondazioni mentre altre 10.100 risultano scomparse. E nella conta dei dispersi e nel tentativo di dare un nome ai cadaveri, arriva l’allarme dell’Unicef che stima in quasi 300mila i bambini in grave difficoltà e bisognosi, con le loro famiglie, di assistenza umanitaria e sanitaria. Le autorità sanitarie avevano precedentemente stimato 5.500 morti, mentre il sindaco di Derna aveva parlato di un possibile bilancio fino a 20mila vittime. Circa 30.000 gli sfollati interni che, riparati nelle scuole e in molte aree, rimangono isolati e inaccessibili. Almeno tre ospedali sono attualmente fuori servizio e almeno dieci centri di assistenza primaria sono allagati. La tempesta Daniel ha ucciso anche circa 170 persone anche in altre parti del Paese, mentre altre centinaia risultano ancora disperse.  “I bambini libici stanno affrontando un’altra tragedia dopo oltre un decennio di conflitto. La nostra priorità è aumentare l’assistenza salvavita, in particolare fornendo forniture sanitarie, acqua e servizi igienici, sostegno psico sociale, rintracciare le famiglie e prevenire le malattie trasmesse dall’acqua. Per evitare una catastrofe, non possiamo permetterci di perdere tempo”, ha dichiarato Michele Servadei, Rappresentante dell’Unicef in Libia, che sta visitando le aree colpite dalle inondazioni. “Con la compromissione delle forniture di acqua sicura, aumentano notevolmente le possibilità di epidemie di diarrea e colera, oltre che di disidratazione e malnutrizione. Nel frattempo, i bambini che perdono i genitori o vengono separati dalle loro famiglie sono più esposti a rischi per la protezione, come la violenza e lo sfruttamento.  L’Unicef ha bisogno di almeno 6,5 milioni di dollari per interventi urgenti salvavita ed è pronto a sostenere i bambini e le famiglie che necessitano di aiuti umanitari ad Al Bayda, Al Marj, Bengasi, Derna e nelle altre aree colpite. Le priorità immediate sono l’acqua potabile, le forniture mediche e le squadre sanitarie mobili, il sostegno psicosociale e il rintracciamento delle famiglie. Le Nazioni Unite hanno chiesto 71,4 milioni di dollari (circa 67 milioni di euro) per aiutare 250mila persone colpite dalle inondazioni in Libia, che hanno provocato migliaia di  vittime. Aiuti che, secondo le stime dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), tuttavia, non coprirebbero le circa 880.000 persone sparse nelle cinque province del Paese che vivono nelle aree direttamente colpite. “Tutte le forze stanno lavorando per fornire il maggior numero di  aiuti e supporto possibile alle persone. L’Onu sta dispiegando una squadra per sostenere e mettere a disposizione risorse per la risposta internazionale, in coordinamento con i primi soccorritori e le  autorità libiche – ha dichiarato Martin Griffiths, direttore dell’Ocha – La portata della catastrofe causata dalle inondazioni è scioccante:  interi quartieri sono stati cancellati dalla mappa e intere famiglie sono state spazzate via”.

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