
Violenze fisiche, sopraffazioni, minacce di morte. Un vero incubo quello al quale un uomo di 36 anni ha costretto la sua compagna 33enne. Anni e anni di prevaricazioni e terrore, una convivenza che ha annientato la volontà e sgretolato l’autostima di lei, sottoposta a un controllo costante, isolata, tenuta distante dai suoi amici e dai parenti, a loro volta minacciati e aggrediti. E’ un vero e proprio diario dell’orrore di coppia quello descritto dalla procura di Tivoli che ha chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare dell’arresto in carcere per l’uomo. Le violenze e i soprusi duravano da lungo tempo e avevano più volte richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Ma ogni volta in cui la vittima aveva chiesto soccorso si era poi ripetuto lo stesso copione: lei che minimizzava per paura di ulteriori ritorsioni da parte del compagno, mai denunciato. E lui che, nel frattempo, continuava a soggiogarla mettendo sotto controllo anche l’utilizzo del cellulare e dei social network. Poi, l’inverno scorso, una prima svolta: sono i genitori della donna, che erano accorsi in suo aiuto dopo l’ennesima aggressione, a denunciare l’uomo per violenza. Lei finisce per un breve periodo in una struttura protetta e comincia a frequentare gli incontri di un centro antiviolenza di Roma. Ma poi torna a convivere con l’uomo. La storia di ripete nell’agosto scorso: la polizia interviene nell’abitazione della coppia dopo una nuova esplosione di violenza. E, stavolta, la donna finalmente presenta denuncia e torna in una struttura protetta. Dopo poche settimane, però, di nuovo riprende la convivenza con il compagno violento. Ed è a questo punto che i precedenti e le indagini convincono la procura di Tivoli che esiste un concreto rischio per l’incolumità della donna, anche in considerazione della sua incapacità di sottrarsi a quella convivenza “tossica” e della sua mancanza di autonomia decisionale.






