lunedì, Aprile 15, 2024

Giovanna Mezzogiorno e la crudeltà sul set per il suo corpo: “Sono stata molto criticata per il sovrappeso”

Giovanna Mezzogiorno porterà alla Festa del cinema di Roma il cortometraggio “Unfitting”, in cui parla della centralità del corpo delle donne nel mondo dello spettacolo. A Repubblica ha spiegato come il suo debutto dietro la telecamera sia un racconto che la tocca in prima persona: “Sono stata molto criticata, non apertamente, non te lo dicono in faccia, quando avevo preso molto peso e non corrispondevo più all’immagine che le persone avevano di me”. Le falsità e i rapporti chiusi Nell’intervista, Giovanna Mezzogiorno ha spiegato quanto i cambiamenti del suo corpo abbiano avuto ripercussioni sulla sua carriera: “Non mi ero resa conto di quanta falsità ci fosse intorno a me, registe che inneggiano di essere dalla parte delle donne e non lo sono affatto. In tanti hanno addirittura chiuso i rapporti. Poi sono entrate in campo le leggende, che ero malata, e tanti altri mi hanno scansata”. E racconta: “Non importa, meglio. Alla fine è una presa di coscienza del fatto che le persone ti stimano e ti vogliono finché corrispondi alla loro idea e al loro canone. Non è che rendersene conto sia il massimo. Pian piano realizzi che è così. Ma non sono tutti così, molti mi vogliono bene”. Il corto “Unfitting” è stato realizzato in collaborazione con Silvia Grilli, direttrice di Grazia, e la protagonista è interpretata da Carolina Crescentini. Nel cast anche Fabio Volo e Ambra Angiolini. La musica è un brano di Tiziano Ferro. Giovanna Mezzogiorno spiega in proposito: “Ma non è un corto in cui ci si piange addosso, c’è grande ironia, bisogna saper ridere di cose che ci hanno fatto soffrire in passato”. L’attrice e novella regista dice che molte donne si identificheranno: “La maggior parte si è rotta le scatole di essere vincolata a questi modelli di bellezza. Il termine bellezza è opinabile, diciamo che questi modelli di pseudo perfezione fanno sentire la maggioranza delle persone, non tutti siamo modelli , in una condizione di disagio. A molti livelli: sul lavoro, in famiglia o tra amici”. L’attrice rivela che “ho avuto un rapporto buono con il mio corpo. Fino a quando non ho iniziato a capire che la bellezza veniva anteposta alla bravura. Mi ha sconvolto”.
“Le campagne sulla diversità? Boiate” I canoni estetici e l’importanza del corpo femminile sono un punto focale del cinema mentre le campagne sulla diversità della bellezza sono “tutte boiate. La realtà non è così. Le cose continuano esattamente allo stesso modo, proprio come racconta il mio Unfitting” dice l’attrice che nel cortometraggio si rivolge “agli uomini e alle donne che hanno comunque una grande responsabilità, vogliono emulare dei modelli e avallano il sistema”. Infine sottolinea che ha “il corpo che è giusto per una donna di quasi 49 anni, non posso pretendere di averlo come quando ne avevo 20, questa è la verità”.

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