lunedì, Aprile 15, 2024

Migranti, il ministro Nordio: “Contro i trafficanti guerra totale e senza sconti”

“Dobbiamo ingaggiare una guerra totale e globale, senza sconti, ai trafficanti di esseri umani”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, aprendo la conferenza ministeriale sulla prevenzione del crimine organizzato in occasione del ventennale della Convenzione di Palermo. Nel corso della conferenza Nordio ha anche lanciato “la proposta di una collaborazione rafforzata con tutti i paesi interessati. Cooperazione rafforzata che si articola in tre punti: organi investigativi comuni, utilizzo tecniche investigative speciali e nuovi accordi bilaterali regionali per uso di queste tecniche in sede giudiziarie. Al termine di questa conferenza firmerò questo protocollo con i colleghi del bacino mediterraneo”. “La Convenzione di Palermo e i suoi protocolli sulla tratta di persone e sul traffico di migranti: strumenti giuridici e operativi per affrontare le attività criminose nel contesto del Mediterraneo” è il titolo della conferenza che si tiene nell’aula bunker del carcere Ucciardone della città siciliana. Delegazioni di 34 paesi discutono sul tema dell’immigrazione e del crimine organizzato internazionale nel ventesimo anniversario dall’entrata in vigore di uno dei principali trattati delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, siglato a Palermo. “Riteniamo fondamentale il potenziamento della collaborazione con le Agenzie Onu per ampliare i programmi di rimpatrio volontario assistito dai Paesi di transito verso i Paesi di origine”. A dirlo a Palermo è stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Piantedosi ha poi ricordato come “Proprio ieri in occasione del Consiglio Affari Interni a Bruxelles ho sottoposto ai colleghi europei una serie di iniziative per affrontare questa sfida epocale, riconducibili a due pilastri essenziali. Da un lato, la necessità di potenziare la collaborazione con i Paesi di origine e transito dei flussi, per rafforzare la cooperazione di natura investigativa e rendere più efficace la risposta repressiva contro i trafficanti. Dall’altro lato, la necessità di agire concretamente sulle cause della migrazione e offrire ai migranti delle alternative legali ai loro progetti migratori”. “Abbiamo scelto Palermo per dimostrare quanta strada abbiamo fatto in questi vent’anni dalla firma della convenzione. Nessuno Stato può accettare che la criminalità organizzata determini la gestione dei flussi migratori. Serve più cooperazione con i paesi di origine. Serve una maggior cooperazione con le agenzie per gestire il fenomeno. Oltre il 90 per cento dei migranti arrivati in Europa si è avvalso dei trafficanti per un business da 6-7 miliardi di euro. Un business enorme che poi va a sommarsi allo sfruttamento dopo l’arrivo con la presa in consegna del migrante da parte delle mafie locali con lo sfruttamento della prostituzione e lo spaccio. A questi trafficanti va tolto l’ossigeno”.  “A livello europeo abbiamo chiesto di attivare una task force investigativa con gli altri Paesi – sottolinea Piantedosi – che va anche aperta ai paesi di origine per migliorare i processi di identificazione del migrante. Le indagini hanno dimostrato che i trafficanti trasportano uomini e droga, riciclano denaro nell’economia reale. Dobbiamo sfruttare a pieno tutti gli strumenti investigativi che nascono dalla convenzione di Palermo”. “L’Italia ha un’importante collaborazione in atto con i colleghi francesi, con cui abbiamo assunto la leadership di uno dei più rilevanti programmi della Commissione europea, per il contrasto alle reti di trafficanti in Nord Africa. Un progetto che consentirà di sviluppare direttamente nei Paesi interessati azioni specifiche per il rafforzamento della cooperazione di polizia e giudiziaria, in prima battuta con la Tunisia e a seguire con Marocco, Egitto, Algeria e Libia”.

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